Per Flavia e le altre 84 vittime. Anche Rimini alla commemorazione di Bologna
Per Flavia a per tutte le altre vittime della strage di Bologna. C'è anche una rappresentanza istituzionale del comune di Rimini a Bologna per la commemorazione del 2 agosto, a 46 anni dall'attentato che strappò la vita ad 85 persone, tra cui la giovane riminese Flavia Casadei e provocò 200 feriti. A portare il gonfalone l'assessora riminese Valentina Ridolfi, insieme agli agenti della Polizia Locale in alta uniforme. Un lungo corteo ha sfilato per le vie del centro felsineo, alla presenza delle istituzioni nazionali e locali, ma soprattutto di tanti comuni cittadini che con la loro presenza rivendicano il fatto che Bologna e l'Emilia-Romagna non dimenticano
"Il dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini - ha scritto in un messaggio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - la commozione per lo strazio e i patimenti dei familiari; lo sgomento per la distruzione portata nel centro della vita civile della città e dell'intera nazione si rinnovano oggi, come in ogni giorno di ricorrenza". E ancora: "La Repubblica è grata ai magistrati e agli uomini delle istituzioni che, con il loro lavoro, si sono dimostrati più forti dei tentativi di depistaggio e ai familiari delle vittime per il loro appassionato impegno per la verità. Fare giustizia è vittoria della democrazia".
Prima del Corteo nel cortile di Palazzo d'Accursio l'incontro con i familiari delle vittime. Tra i presenti anche il sottosegretario di Stato al ministero dell'Interno, Nicola Molteni: "Sulle richieste di famiglie delle vittime c'è un impegno costante da parte del Governo, ma mi permetto di dire anche da parte del Parlamento, sia da un punto di vista normativo, sia da un punto di vista di reperimento delle risorse necessarie per dare riscontro a istanze, tutele legittime avanzate dall'associazione. Credo che la politica su alcuni temi come il tema della ricerca della verità, come il tema della sicurezza, della legalità, della giustizia, non si debba dividere". Sicurezza e legalità, sottolinea poi il sottosegretario della Lega, "non sono temi di destra e di sinistra, ma sono valori fondamentali e cardine su cui poggia il senso democratico del nostro paese. L'impegno mio personale, l'impegno del Governo, l'impegno che è stato preso anche negli interventi precedenti degli anni passati da parte dei ministri che erano presenti, va nella direzione di poter, diciamo così, dare riscontro a delle legittime istanze legittimamente avanzate dalle associazioni e dal mondo delle vittime e dei feriti". Un impegno, assicura ancora Molteni, "concreto, vero, genuino, autentico nello spirito diciamo così, di commozione per una giornata importante come questa, che ripeto, lo ripeto, rappresenta una ferita non solo per la città di Bologna, che nel corso degli anni ha saputo reagire e rialzarsi. Io ho voluto ricordare la capacità di questa città di reagire e di rialzarsi di fronte al dolore, ma che rappresenta diciamo così il dolore dell'Italia tutta".
In risposta il presidente dell'associazione delle vittime della Strage di Bologna, Paolo Lambertini, è tornato a chiedere la piena applicazione della Legge 206 per i risarcimenti alle famiglie delle vittime di stragi. "Da anni, non da soli, insieme a tante realtà e associazioni, chiediamo che la legge 206 relativa al risarcimento delle vittime venga applicata nei pochi casi ancora irrisolti e quindi in tutte le sue parti. È una richiesta che abbiamo fatto anche negli anni precedenti, nel 2023, nel 2024 al ministro Piantedosi, nel 2025 al ministro Bernini. Però siamo ancora qua che aspettiamo le risposte, quindi davvero spero, signor sottosegretario, che abbia importanti informazioni o qualche novità".
Dal Palco in piazza Medaglio d'Oro l'urlo forte de familiari è tornato a farsi sentire, indomito, attraverso le parole di Lambertini, soprattutto contro quel revisionismo strisciante che rischia di infangare la verità: "Nonostante gli esiti giudiziari e i meticolosi accertamenti che le sentenze contengono, ancora oggi a 46 anni di distanza, assistiamo a continui tentativi di revisionismo e di disinformazione. I tentativi di riscrivere la storia del 2 agosto hanno come obiettivo quello di 'normalizzare', nel dibattito pubblico e nella società, le posizioni di stragisti quali Gilberto Cavallini. Come se si trattasse di detenuti comuni e non di eversori dell'ordine democratico. Come se lo stragismo fosse considerabile un reato qualsiasi, anziché un attentato alla nostra democrazia e alla libertà collettiva. Ultimi in ordine di tempo, lo sciopero della fame e la maratona oratoria negli ultimi mesi per "sensibilizzare" l'opinione pubblica e le istituzioni sul tema della carcerazione in isolamento diurno di Cavallini sono "l'ennesima iniziativa pubblica di sostegno ad un esponente dello stragismo neofascista che ha trovato il solerte supporto di parlamentari, non solo della destra, e giornalisti. Tutti storici o giudici improvvisati, che continuano a negare le evidenze dei dati di realtà, emersi da decenni di inchieste della magistratura e dalla imponente mole di documenti raccolti"
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore: "E' importante esserci quest'anno. E' importante esserci perché c'è una sentenza passata in giudicato, di cui ancora in troppi non vogliono parlare. Vogliono parlare di altro e si rifiutano di leggere cosa c'è scritto in quelle 1.700 pagine che descrivono la storia d'Italia. A voi familiari va il nostro più commosso grazie. Grazie perché con le vostre battaglie, i vostri dubbi, le vostre prese di posizione, spesso solitarie e scomode, ci avete insegnato che la verità e la giustizia sono beni della collettività da coltivare e da difendere. Voi lo sapete bene e lo sa bene Bologna, la verità e la giustizia non sono concessioni".










