Pedonalizzazione Ponte Tiberio. Pane: borgo non deve restare isolato
“L’ipotesi della chiusura del ponte è sempre stata vissuta con apprensione dagli esercenti perché il passaggio porta indubbiamente ricchezza commerciale al Borgo – spiega ai microfoni di Tempo Reale (Radio Icaro Icaro Tv) il presidente dell’associazione Borgo San Giuliano Arturo Pane – ma non c’è preclusione, anzi. Noi però continuiamo a chiedere da anni le stesse cose all’amministrazione: il rifacimento dell’arredo urbano, la riorganizzazione del parcheggio Tiberio e la messa in opera di percorsi che colleghino meglio il centro storico con il Borgo per far si che la chiusura del Ponte non sia un isolamento ma una risorsa capace di rendere più vivibile anche il Borgo stesso.”
Della pedonalizzazione del Ponte, che il prossimo anno compirà 2000 anni ed è il monumento romano più antico ancora aperto al traffico, si discute da anni. Ma le varie ipotesi, compreso il futuristico tunnel che doveva partire dalla zona di via Fracassi, sono sempre sembrate poco percorribili per costi e logistica.
“Secondo me – confessa Pane, che in giornata incontrerà anche l’assessore Biagini – c’è stato un grosso battage elettorale che ne ha fatto una bandiera da lanciare nella campagna ma difficilmente perseguibile sul campo soprattutto per le caratteristiche della viabilità riminese che ha ben pochi ponti transitabili.”
E le prove di pedonalizzazione andate già in scena, ma senza alternative credibili per le auto, lo dimostrano.
“Quando quattro anni fa – ricorda il presidente dell’Associazione del Borgo – fu fatta la prova di portare il mercato lungo i Bastioni e fu chiuso il Ponte, alle 8.15 furono l’allora vicesindaco Melucci insieme a Biagini stesso a rimuovere le transenne. Si era infatti formata una colonna di auto che partiva dal ponte dei Mille e arrivava alla SCM. La città era praticamente interamente bloccata.”










