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Osservatorio Ministero: Rimini città più cara. Bascucci: serve impegno politico

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Lun 17 Gen 2011 08:46 ~ ultimo agg. 14 Mag 04:13
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Per Rimini è una conferma dopo il primato dello scorso anno. La classifica si basa su un paniere di generi di 20 generi alimentari di prima necessità monitorato in 60 capoluoghi. Per quel che riguarda la classifica a Potenza, la città più conveniente, si compra con 2.926 euro, a Rimini ci vogliono 4.151 euro. La media nazionale è invece di 3.540 euro.

Secondo Federconsumatori Rimini il tema del caro prezzi è poco sentito dalla politica locale. Questa mattina, nella trasmissione Tempo Reale (Radio Icaro-Icaro Tv), ne ha parlato il presidente di Federconsumatori Rimini Andrea Bascucci.
“Non è una sorpresa visto che abbiamo bissato il risultato dello scorso anno – commenta Bascucci – noi come associazione siamo all’interno dell’osservatorio prezzi del comune ma possiamo solo monitorare e una semplice rilevazione purtroppo non è in grado di incidere sull’andamento dei prezzi. Servirebbe una politica in grado di calmierarli.”
E proprio nei confronti della politica arriva una stoccata da parte di Bascucci. “Se il caro prezzi non viene messo al centro dell’agenda politica – attacca il presidente di Federconsumatori – e se non ci si mette tutti insieme (istituzioni e categorie) intorno ad un tavolo per ragionare, ad esempio sulle filiere dei prodotti principali, non riusciremo mai ad abbassare questi prezzi.”
“Negli ultimi tre anni – prosegue Bascucci – l’unico intervento fatto a livello politico è stata la creazione dei mercati dei produttori locali. Si tratta di una buona iniziativa perché permette di avere prodotti di qualità a prezzi concorrenziali. Non dimentichiamo infatti che quando si ragiona di prezzi si deve guardare anche a cosa viene offerto.”
L’effetto iper, che secondo alcuni avrebbe dovuto portare benefici alle tasche dei consumatori, non ha invece prodotto i risultati sperati. “Come accaduto anche in altri paesi (come in Francia) la logica dei grandi centri commerciali come calmieratori di prezzi – conferma il presidente di Federconsumatori – non ha avuto effetti ed è ormai superata.”
Cosa fare allora. “Bisogna battere altre strade ma servono anche risorse per farlo – spiega Bascucci – perché sono necessari studi sulla filiera e sugli indici che determinano il prezzo. Proprio per questo noi avevamo chiesto che anche l’università venisse coinvolta in queste ricerche.”
“Le istituzioni dovrebbero considerare il fatto – conclude il presidente di Federconsumatori – che una città così cara diventa poco attrattiva anche per i turisti.”

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