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"Cupola più grande d’Europa"

Osservatorio Ampliamento Fiera. Prima le infrastrutture, poi lo sviluppo

In foto: dalla pagina Facebook 'Osservatorio Ampliamento Fiera'
dalla pagina Facebook 'Osservatorio Ampliamento Fiera'
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Sab 23 Mag 2026 11:47 ~ ultimo agg. 12:48
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L'Osservatorio Ampliamento Fiera, dopo un nuovo incontro pubblico ribadisce le proprie perplessità sul progetto della "cosiddetta “Cupola più grande d’Europa”, perplessità maturate "grazie al contributo di professionisti e tecnici che stanno analizzando la documentazione, gli aspetti urbanistici, la sostenibilità infrastrutturale e gli iter amministrativi collegati all’intervento". Sono intervenuti l'architetto Mauro Ioli, l'avvocato Giovanni Delucca e il dottore commercialista Mirco Selva.
In particolare per l'Osservatorio "un’infrastruttura di queste dimensioni non risulta compatibile né con l’area dell’ingresso Ovest né con quella dell’ingresso Est nè con quella dell'ingresso Sud di Rimini, tutte già interessate da criticità strutturali legate alla mobilità e all’impatto dei grandi eventi. Rimini è una città che, nei periodi fieristici e durante le principali manifestazioni, sperimenta già livelli elevati di congestione del traffico, pressione sulla viabilità ordinaria e significative ripercussioni sulla quotidianità dei residenti. Inserire un ulteriore polo attrattivo di grande scala impone quindi ragionevolmente una valutazione rigorosa non solo sotto il profilo progettuale, ma anche rispetto agli effetti permanenti sulla qualità della vita urbana. Cioè sulla vita quotidiana di tutti i cittadini di Rimini, non solo di quelli che in qualche modo sono
coinvolti per interessi legittimi con le attività fieristiche, congressuali e turistiche".
Il tema centrale emerso dall’incontro riguarda il rapporto tra sviluppo e vivibilità.
"I cittadini chiedono che ogni scelta strategica sulla trasformazione del territorio parta da un principio essenziale: il diritto a vivere la città in condizioni dignitose, accessibili e sostenibili. Ciò significa valutare attentamente l’impatto cumulativo delle grandi infrastrutture, evitando che il peso organizzativo e logistico degli eventi ricada in modo sistematico sulla vita quotidiana delle persone".
La domanda in particolare è: "fino a che punto è sostenibile organizzare la vita della città in funzione dei grandi eventi?
Il dibattito non riguarda esclusivamente traffico, parcheggi o viabilità. Riguarda il tempo delle persone, gli spostamenti quotidiani, l’accessibilità ai quartieri, la possibilità di vivere normalmente gli spazi urbani. In altre parole sembrerebbe evidente che prima occorre adeguare e realizzare le infrastrutture funzionali alla mobilità -necessarie a colmare il deficit accumulato negli ultimi decenni- e solo dopo iniziare a valutare la realizzazione di nuovi poli in grado di attrarre ulteriori flussi di persone e traffico".
Su un progetto di questa portata "è necessario aprire un confronto pubblico trasparente, democratico, fondato su dati, analisi e valutazioni oggettive, mettendo al centro l’interesse generale della città e dei suoi cittadini. Il tema non è fermare lo sviluppo, piuttosto capire quando lo sviluppo smette di essere sostenibile".

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