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il giallo di via del ciclamino

Omicidio Pierina, l’assassino ha avuto 9 ore per far sparire ogni traccia

In foto: i sopralluoghi della Scientifica il giorno del ritrovamento del cadavere
i sopralluoghi della Scientifica il giorno del ritrovamento del cadavere
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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L’assassino e i suoi eventuali complici hanno avuto oltre nove ore di tempo per disfarsi dell’arma del delitto e degli indumenti verosimilmente imbrattati di sangue. Gli investigatori, infatti, hanno collocato con certezza l’orario della morte di Pierina Paganelli tra le 22.40 e le 22.45 di martedì 3 ottobre. Il ritrovamento del cadavere, ad opera della nuora Manuela, è avvenuto solo il mattino seguente intorno alle 8.30. Ciò significa che chi ha ucciso Pierina ha potuto far sparire ogni traccia con una certa calma. Ecco perché gli uomini della Squadra Mobile di Rimini, coordinati dal pm Daniele Paci, hanno tanti sospetti ma al momento pochi elementi utili per arrivare all’emissione di un fermo o all’iscrizione di un indiziato nel registro degli indagati.

I figli Chiara e Giacomo assediati dai cronisti

Intanto questa mattina due dei tre figli di Pierina, Chiara e Giacomo, sono stati scortati dai poliziotti della Mobile, diretti dal vice questore aggiunto Dario Virgili, in via del Ciclamino per poter recuperare nell’appartamento della madre, ancora sotto sequestro, alcuni effetti personali in previsione dell’imminente funerale, che dovrebbe essere celebrato sabato nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova a Bellariva. Ieri, l’ex marito della donna, Gianfranco Saponi, aveva ipotizzato che dietro all’uccisione della 78enne potesse nascondersi un odio religioso. Una pista che ovviamente gli inquirenti non scartano a priori, ma che ritengono molto improbabile. Le loro attenzioni, infatti, restano concentrate nell’ambito familiare-condominiale.

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