Omicidio Paganelli. Lunedì in Corte d'Assise a Rimini sarà il giorno dell'accusa
Lunedì in Corte d'Assise a Rimini sarà il giorno dell'accusa, chiamata a mettere in fila tutti gli elementi (testimonianze, accertamenti tecnici, consulenze informatiche e intercettazioni), emersi nel corso del processo in Corte d'Assise contro Louis Dassilva, unico indagato per l'omicidio di Pierina Paganelli.
Il pubblico ministero Daniele Paci ricostruirà l'intera vicenda, ripercorrendo un'indagine quanto mai complessa, che ha dovuto fare i conti sia con l'assenza di tracce del presunto assassino sulla scena del crimine, sia con il mancato ritrovamento dell'arma utilizzata per uccidere la 78enne. Il quadro accusatorio, però, è ben delineato, a partire dal movente passionale. Il 36enne senegalese, infatti, avrebbe agito per paura che la sua relazione extraconiugale con Manuela Bianchi venisse scoperta dalla vittima. Se ciò fosse accaduto - sostiene il pubblico ministero - Dassilva avrebbe perso tutto: la moglie Valeria Bartolucci, che probabilmente lo avrebbe cacciato di casa, e anche la stessa Manuela. Per l'accusa, l'imputato avrebbe faticato, a quel punto, anche a partecipare al sostentamento della sua famiglia africana. Da qui, il proposito di eliminare l'unico, vero ostacolo tra lui e quella doppia vita che doveva rimanere a tutti i costi segreta. Ad avvalorare la tesi della pubblica accusa, anche l'assenza di un alibi granitico in merito alla sera del delitto. Oltre, naturalmente, alla ricostruzione della Bianchi sulla mattina del ritrovamento del cadavere della suocera, quando collocò l'ex amante nel garage di via del Ciclamino ad attenderla per avvertirla che c'era il corpo di una donna morta dietro la porta tagliafuoco. Parole che pesano come macigni, contro Dassilva, e che la stessa Manuela ha ribadito in aula, senza tentennamenti, nel corso dell'ultima udienza, durante il confronto con l'ex amica Romina Sebastiani, che invece con le sue rivelazioni aveva messo in discussione quella versione.
E' facile prevedere che con le aggravanti contestate - i motivi abbietti, la crudeltà nei confronti della vittima, la premeditazione e l’aver agito in orario notturno approfittando di condizioni tali da impedire alla donna di difendersi - il pm Paci chiederà la condanna all'ergastolo per Dassilva.











