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Omicidio Paganelli, di nuovo Loris Bianchi sul banco dei testimoni

In foto: Loris Bianchi sorride prima di entrare in aula (Foto Migliorini)
Loris Bianchi sorride prima di entrare in aula (Foto Migliorini)
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 7 min
Lun 1 Dic 2025 09:20 ~ ultimo agg. 2 Dic 12:04
Tempo di lettura 7 min

Quarta udienza del processo in Corte d'Assise a carico di Louis Dassilva. Si riprende dalla deposizione di Loris Bianchi e dal controesame dei difensori di Louis Dassilva, Riario Fabbri e Andrea Guidi.

Le domande della difesa oggi si stanno concentrando sulla sera del delitto. Tanti i non ricordo di Loris Bianchi in merito ad alcuni dettagli durante la cena con la sorella Manuela e la nipote Giorgia. "Giorgia durante la serata è andata in bagno, ma non ricordo per quanto tempo, sono dettagli ai quali solitamente non presto attenzione. Le foto scattate quella mi furono inviate quasi subito, penso per la stupidità mia"

La presidente della Corte d'Assise, Fiorella Casadei, rivolge alcune domande a Loris Bianchi: "Non ricordo a che ora finì la cena. L'adunanza però terminò alle 21.45. Qualcuno di noi andò in bagno, solo mia sorella uscì un attimo per appoggiare la borsa di panni alla maniglia della porta di Pierina e poi rientrò subito. Non ricordo se le finestre erano aperte o chiuse, ma non ho udito né schiamazzi, né urla. Quando sono uscito per andare via, feci le scale e mentre uscivo dal palazzo non incrociai nessuno. Ricordo bene com'ero vestito. I miei indumenti li consegnai poi alla Scientifica. L'orario della mia uscita da casa di Manuela può essere sia stato intorno alle 22.50". Terminata la deposizione di Loris Bianchi.

Adesso sul banco dei testimoni è salito Ioan Nastas, il condomino moldavo del civico 31 di via del Ciclamino che la mattina del 4 ottobre 2023 scese nel garage insieme a Manuela Bianchi quando la donna trovò il cadavere della suocera. "Eravamo in casa io, mia madre, mia moglie e mio figlio. Stavo stendendo i panni quella mattina e ho sentito suonare il campanello della porta dell'appartamento. Erano le 8.15 circa. Io ero vestito, avevo il cellulare nei pantaloni. Dopo avere sentito il campanello vedo Manuela Bianchi dallo spioncino. In quel momento non sapevo a che piano abitasse. Manuela mi dice: 'Vieni giù che c’è una signora morta, non so se è morta, ma forse è una tua parente'. Io ero scalzo, allora lascio la porta un po’ aperta, prendo le scarpe e vado sotto a vedere. Poi io e Manuela andiamo al piano -1 attraverso le scale. Mentre sono sulla scala piccola sento l'ascensore scendere e vedo uscire Louis Dassilva, anche se al tempo non sapevo come si chiamasse. Nel vano interrato, tra la scala condominiale e i box auto, tenevo alcuni giochi di mio figlio. Lì, quella mattina, ho visto una persona stesa a terra. Manuela mi ripeteva di chiamare i soccorsi, urlava. Così chiamai il 112". In aula viene fatta sentire la chiamata.

Al telefono Manuela Bianchi parla con l'operatore prima della questura di Rimini, poi del 118: "C'è una signora che pare caduta perché di fianco a lei ci sono dei barattoli rotti, però è nuda nella parte sotto. Non conosco la signora, ma presumibilmente è morta. Le esce il sangue dalla bocca. Io ho messo dentro la macchina nel garage, ho aperto la porta tagliafuoco e ho trovato questa donna stesa, con la faccia all'insù".

Nastas: "Durante la chiamata al 112 eravamo lì tutti e tre, io, Manuela e Louis". Il pm Daniele Paci contesta la risposta. "A me sembrava fossimo stati tutti e tre insieme durante questa prima telefonata, ma non è stato sempre davanti a me, Dassilva". Poi siamo ritornati giù al piano -1 tutti e tre. Manuela apre la porta, io faccio luce con la torcia del telefonino perché il vano era buio e la luce non si accendeva, mentre Louis invece era dietro di me. Manuela dice: 'Oddio mia suocera! Ma perché capitano tutte a me?'. Si è chinata verso la suocera e io l'ho afferrata per un braccio perché temevo stesse svenendo. In quel momento eravamo solo noi tre. Poi saliamo di nuovo tutti e tre le scale, a piedi, per salire al piano zero e uscire dal portone. Poi abbiamo chiamato di nuovo i soccorsi".

Vien fatta sentire in aula la seconda chiamata al 118, con Manuela che parla con l'operatore e dice: 'La parte sotto del corpo è nuda, dovete mandare anche la polizia. Mi sono accorta che è mia suocera'".

Nastas riprende la deposizione: "Dopo abbiamo aspettato l'ambulanza lì e quando arrivano i soccorritori non sono più sceso nel piano seminterrato. Poi Louis mi si è avvicinato e mi ha detto: 'Sono a casa perché ho avuto un incidente' e mi ha detto questa cosa spontaneamente senza che io gli avessi chiesto nulla. Ricordo che Manuela ha abbracciato prima me per pochi secondi e poi Louis un po' più a lungo. Quando è arrivata la polizia ha chiesto i documenti a me, Manuela e Louis. Manuela non riusciva a tirare fuori il suo documento e glielo ha preso Louis dal suo portafoglio. Poi Manuela ha chiesto a Louis di chiamare il fratello". 

Domanda del pm: "Louis ha mai toccato la vittima?". Risposta di Nastas: "Da quello che ricordo, no, non l'ha mai toccata".

Sulla sera del 3 ottobre 2023: "Io e mia moglie abbiamo sentito delle urla, anche mio figlio, che si è attaccato a me come quando sente dei rumori. Dallo spioncino della porta ho visto che era tutto buio sulle scale. Mi sembra però di aver sentito il rumore dell'ascensore".

Pm: "Ha mai visto Dassilva litigare con qualcuno?". Nastas: "Sì, una volta Dassilva litigava con un condomino del quarto piano che ha una settantina di anni. Louis gli urlava: 'Da adesso in poi non sto più zitto'. Però non ricordo bene il motivo".

Ora la palla passa alla difesa per il controesame di Nastas. La presidente della Corte riprende la difesa per alcune "domande invadenti e non pertinenti sulle abitudini attinenti alla sfera privata del teste".

Renata Brolli, condomina del civico 17, stabile posizionato di fronte al civico 31: "Il 3 ottobre del 2023 era una serata calda, avevo le finestre di casa aperte. Ero in camera da letto che guardavo la televisione e ho sentito, intorno alle 22.15-22.30, delle grida, come di bambini che stessero litigando tra loro. Così non mi sono affacciata per controllare. Il giorno successivo apro le finestre di casa e vedo Manuela sotto il portico del civico 31 che chiedeva aiuto disperata e diceva che c'era una signora che era scivolata dalle scale. Così sono andata giù per capire cosa stesse succedendo. Insieme a Manuela c'erano Ioan e Dassilva".

Rosella Parise, condomina del civico 31 e amica di Pierina Paganelli: "Abito al primo piano ed ero un'amica di Pierina Paganelli, che era anche una sorella in fede essendo tutte e due Testimoni di Geova. Quella mattina suonarono alla porta del mio appartamento, vado ad aprire e c'era il signor Dassilva che al tempo non conoscevo. Mi disse sconvolto: 'Vieni giù in garage perché c’è una vecchia di sotto, non sappiamo chi è'. Di getto mi sono sentita di scendere. Prendo le chiavi e se non ricordo male uscii subito e presi l’ascensore. Quando io uscii non c’era più Dassilva, l’ho visto scendere a piedi. Ed era veloce a scendere". Quando vidi quella donna non riconobbi subito che era Piera, perché aveva i capelli tutti tirati indietro. Dissi: 'Ma questa non è Pierina'. Manuela mi disse disperata: 'Come non la riconosci? Quella è la sua borsa'. La sera del delitto eravamo entrambe all'adunanza e al termine Piera è andata via prima di me, perché io mi fermai a parlare con degli amici. L'ascensore la sera del delitto era bloccato, mentre il mattino dopo no, funzionava'".

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