Nuovo attacco all'aeroporto di Dubai vicino all'hotel degli studenti
Stanchissimi dopo quello che hanno vissuto ieri, alla fine sono riusciti ad addormentarsi, ma il sonno è stato interrotto dai boati per i droni che hanno colpito nuovamente il vicino aeroporto internazionale di Dubai qualche ora fa.
"Missili giganti", così descrive ciò che ha sentito Marta, la studentessa riminese del liceo classico Giulio Cesare di Rimini che si trova bloccata in un hotel di Dubai insieme ad altri 200 studenti da tutta Italia. Si sa che a Dubai oltre a Marta ci sono altri due studenti del liceo G.Cesare-Valgimigli e una dell'ITES Valturio. I ragazzi avevano partecipato a un progetto del programma "Ambasciatore del futuro", organizzato dall'agenzia WSC, Model United Nations e Simulazioni Diplomatiche, e ieri sarebbero dovuti ripartire per l'Italia. Non dall'aeroporto di Dubai, ma da quello di Abu Dhabi, anch'esso colpito nelle scorse ore. I ragazzi sono con i loro tutor in un hotel, dotato di una stanza di sicurezza sotterranea dove rifugiarsi in caso di allarme.
La Farnesina ieri in serata aveva fatto sapere di essere in contatto con studenti e organizzatori del programma attraverso l'ambasciata d'Italia ad Abu Dhabi e che si stava verificando la possibilità di trovare soluzioni alternative per trasferirli, forse scali alternativi. Alle famiglie al momento non sono arrivate informazioni specifiche. "Non sappiamo nulla sul rientro o altri spostamenti. Ci dicono solo che l’associazione è in contatto con le autorità ma non sappiamo nulla di concreto" spiega Giuliana Emili, la mamma di Marta.
In una conferenza stampa in mattinata il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha poi fatto il punto sulla situazione in tutta l’area mediorientale, dove sono circa mille gli italiani bloccati: "Siamo preoccupati per l'alto numero di italiani che devono rientrare nel Paese" ha detto, aggiungendo che però non ci sono pericoli per la loro incolumità, e che sono seguiti. Alcune ore fa gli studenti italiani hanno ricevuto la visita in hotel di una persona del consolato italiano.
Per quanto riguarda la permanenza negli hotel, il ministro ha detto di aver avuto dai Paesi dove sono presenti gli italiani "garanzie di massimo sostegno e massima assistenza anche dal punto di vista economico”, e che “sono tutti ospiti di alberghi pagati dai Paesi dove si trovano”.












