Nuove spese per gli alberghi con l’arrivo del digitale terrestre
Canali che vanno e vengono, antennisti da contattare, decoder da acquistare. I riminesi, ad oltre un mese dall’avvento del digitale terrestre, cercano ancora di venire a capo della nuova tecnologia. Ma se l’arrivo del digitale ha comportato disagi a tutti i cittadini, ancora peggio è andata agli albergatori chiamati ad adeguare intere strutture al nuovo sistema.
“Per le strutture annuali i problemi sono subito nati – spiega Anna Maria Biotti, responsabile del Consorzio Piccoli Alberghi di Qualità, intervenuta alla trasmissione Tempo Reale (Radio Icaro-Icaro Tv) – e abbiamo dovuto subito acquistare nuovi televisori. Infatti è impossibile pensare di dotare ogni camera di decoder con la necessità di avere così due telecomandi.” Già averne solo uno, tra l’altro, è spesso un problema per gli albergatori visto che non di rado si perde o viene portato via come souvenir dai turisti. Telecomandi a parte comunque il digitale terrestre sta costringendo le strutture ricettive ad investire parecchie migliaia di euro. “Per un albergo con una quarantina di stanze almeno 10mila”, dice la Biotti.
Le strutture stagionali (la maggioranza di quelle aderenti al consorzio) si stanno invece guardando intorno alla ricerca di qualche offerta conveniente. “C’è un contatto per fare un acquisto di gruppo – spiega Anna Maria Biotti – e risparmiare così qualche soldo.” C’è però chi pensa di informarsi su eventuali sistemi centralizzati o su quello satellitare. Anche se pare che siano soluzioni non definitive.
Ma il digitale non è l’unico problema per i piccoli alberghi da anni alle prese con le nuove norme antincendio che prevedono notevoli investimenti. La scadenza per mettersi in regola è stata però nuovamente prorogata a fine 2011. “L’ipotesi, ancora da definire a livello governativo, prevede – dice la responsabile del Consorzio – la possibilità per gli alberghi di mettere in atto i lavori necessari un po’ all’anno fino al 2015. Questo è già qualcosa ma noi da tempo chiediamo più equità: non ci sembra giusto che chi ha 20-30 camere debba sottostare alle stesse norme delle strutture che ne hanno 200.”
Una richiesta portata avanti da tempo ma senza ottenere, finora, risposte.











