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Non vedente rifiutata in hotel a causa del cane. Lisi: “pezza peggiore del buco”

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Mentre la vicenda è finita in breve sui media nazionali mentre e sui social si moltiplicano le espressioni di condanna, sul rifiuto da parte dell’hotel Saint Gregory Park di Rimini a ospitare una donna non vedente accompagnata dal cane, torna a parlare il vicesindaco di Rimini Gloria Lisi che ieri aveva auspicato trattarsi di “un gigantesco equivoco, da chiudere in fretta magari con una lettera di scuse”.

L’albergo di San Giuliano ha fatto sapere le proprie motivazioni, basate sul fatto che la struttura è “pet free” e che si adopera per evitare qualsiasi rischio di allergie agli ospiti. Ma, letta la versione dell’albergo, la Lisi parla del classico caso di “pezza peggiore del buco”. “Frenando a stento l’indignazione, mi chiedo come si possa solo pensare- figuriamoci scrivere e rendere pubblici-passaggi come ‘le rimostranze dell’ipovedente..sono mero e spicciolo vittimismo che è sempre più diffuso tra le persone diversamente abili. Oggi chiunque abbia un problema di salute grave crede che tutto gli sia dovuto’. Più che dalle parti della caricaturale e offensiva generalizzazione, qui si mostra una totale insensibilità nei confronti di chi soffre e che per questo è tutelato da leggi, il cui rispetto viene prima di qualsivoglia ‘politica aziendale’. E per fortuna che ci si appella nel resto della lettera agli ‘obblighi commerciali e morali (sic)’ nei confronti degli ospiti della struttura ricettiva! Non so bene se gli amministratori dell’albergo, nell’elencare le loro ‘ragioni’, si siano resi ben conto del significato delle parole che stavano mettendo in fila. Io li invito ancora una volta a riflettere, e poi ancora riflettere, sia sul fatto in sé sia sulle giustificazioni addotte. Perché allo stato attuale il più grave e evidente ‘danno d’immagine’ all’hotel- e, se mi permette, alla città di Rimini accogliente e ospitale a anche a me come semplice cittadina riminese- lo stanno facendo parole come quelle.

E in molti contestano all’albergo il mancato rispettodella Legge n°37 del 1974, poi aggiornata nel 1988 e 2006, che recita: “Il privo di vista ha diritto di farsi accompagnare dal proprio cane guida nei suoi viaggi su ogni mezzo di trasporto pubblico senza dover pagare per l’animale alcun biglietto o sovrattassa. Al privo della vista è riconosciuto altresí il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida”.

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