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Il bilancio riminese

Nodi Territoriali Salute: in sei mesi 800 persone accolte. Le prossime aperture

In foto: Attività nei Nodi Territoriali della Salute
Attività nei Nodi Territoriali della Salute
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Sab 7 Feb 2026 09:42 ~ ultimo agg. 12:01
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Tempo di primi bilanci per i Nodi Territoriali della Salute, avviati nel giugno 2025 dal Comune di Rimini insieme ad Ausl Romagna e Università di Bologna, per rafforzare un modello di salute territoriale fondato su prossimità, integrazione e prevenzione. Nei primi sei mesi di attività, i quattro Nodi hanno visto 569 persone che si sono rivolte ai professionisti dell’area sociale (fra accessi liberi e colloqui con assistenti sociali sia di area anziani che di sportello sociale), mentre 209 hanno avuto contatti con i professionisti sanitari (per un totale di 155 colloqui e visite). Sono stati organizzati 42 incontri pubblici gratuiti rivolti alla cittadinanza, dedicati alla promozione della salute, alla prevenzione e alla costruzione di relazioni nei quartieri. Parallelamente, si sono svolti circa 80 incontri interni di équipe integrata per sviluppare interventi condivisi e mirati. 25 i casi complessi affrontati in équipe multidisciplinare: situazioni in cui fragilità sanitarie e sociali si intrecciano e che richiedono una presa in carico globale e continuativa. I Nodi territoriali non sono semplici sportelli socio-sanitari tradizionali ma presidi di prossimità che lavorano sull’ascolto qualificato, sulla relazione e sulla comprensione del contesto familiare e comunitario in cui il bisogno nasce. All’interno vi lavorano infermieri di famiglia e di comunità, psicologi, assistenti sociali, operatori sociosanitari e operatori di quartiere. Tra le situazioni seguite, quella che racconta meglio il senso di queste nuove strutture è quella di un uomo anziano che viveva in forte isolamento, con fragilità sanitarie e sociali non intercettate: grazie al lavoro integrato tra Nodo, medico di medicina generale e operatori di quartiere, è stato possibile avviare un percorso graduale di supporto domiciliare, ricostruire legami familiari e accompagnare la persona verso una maggiore autonomia e partecipazione alla vita di comunità.

I prossimi passi vedranno a breve, attraverso un avviso pubblico di coprogettazione, l'istituzione delle Reti Sociali di Quartiere: gruppi aperti di cittadini, associazioni, volontariato, terzo settore, imprese e realtà locali che collaborano per migliorare la qualità della vita nei quartieri, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità. Il cronoprogramma dei Nodi prevede, dopo l’apertura delle prime quattro sedi già operative – zona Sud Mare, Centro storico, Marecchiese e zona Sud Monte – la prosecuzione per step con l’attivazione di nuove sedi, per un totale di 12 sedi complessive. A gennaio 2026 la Giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo per la riqualificazione di ulteriori quattro spazi a Viserba (Quartiere 5), Santa Giustina, Lagomaggio (Quartiere 2) e l’immobile ERP di via Giuliano da Rimini, in vista della progressiva estensione del modello nelle 12 sedi in tutta la città. 

“Al centro dei Nodi Territoriali della Salute - spiega l'assessore alla protezione sociale Kristian Gianfreda -“c’è il lavoro di tessitura comunitaria portato avanti in équipe integrate. A sei mesi dall'avvio dei primi quattro Nodi, il primo bilancio di questo progetto ci conferma che la strada che abbiamo scelto di percorrere rappresenta una vera e propria innovazione nell'approccio alla salute e al welfare di comunità in chiave preventiva. Il lavoro dei gruppi composti da infermieri di famiglia e comunità, assistenti sociali, operatori sociosanitari e psicologi e osservatori privilegiati non si limita a erogare prestazioni, ma costruisce relazioni con le persone, ascoltano storie, comprendono contesti familiari e territoriali. Questo permette di intervenire in modo preventivo, prima che le situazioni si aggravino. I Nodi Territoriali della Salute rappresentano così un investimento sul presente e sul futuro della comunità riminese, un modo nuovo di prendersi cura delle persone”.

Ma a chi si rivolgono i Nodi? A chi deve affrontare l’uscita dall’ospedale di un familiare anziano e non sa come orientarsi tra i servizi; a chi si preoccupa per un vicino che si è isolato; a chi assiste un genitore non autosufficiente; a chi convive con una patologia cronica; a famiglie che attraversano un momento di difficoltà economica; a genitori che colgono segnali di ritiro o disagio nei figli; a cittadini che vogliono partecipare alla vita del quartiere o associazioni che desiderano attivare iniziative di comunità. Domande diverse, spesso complesse, che richiedono risposte non standardizzate ma costruite insieme.

 

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