Nessun accordo. Prosegue la vertenza del personale Start Romagna
Il tavolo in Prefettura a Rimini si è chiuso con un nulla di fatto. Prosegue così la vertenza dei dipendenti Start Romagna avviata a fronte di una serie di criticità riguardanti la gestione del personale aziendale, i trattamenti economici, le relazioni sindacali, l’organizzazione del lavoro, le assunzioni e la sicurezza. Lo rendono noto i sindacati in una nota congiunta firmata da Cgil, Cisl, Cisal, Usb, Ugl. L'incontro in Prefettura con i vertici aziendali si è svolto il 18 settembre ma, si legge, "non sono emerse risposte sufficienti a superare le questioni poste al tavolo".
Uno dei nodi principali riguarda le recenti scelte dell’Azienda in materia di trattamenti economici individuali. Secondo i sindacati infatti gli ultimi interventi della Direzione hanno determinato differenze retributive tra lavoratori con lo stesso inquadramento e le stesse mansioni e responsabilità e queste condizioni "non possono essere affrontate attraverso una contrattazione individuale e unilaterale" ma con una contrattazione collettiva. Restano poi da chiarire per le parti sociali i criteri adottati per alcune assunzioni effettuate con trattamento economico superiore al parametro di ingresso ed altre con parametro inferiore e a tempo determinato. Nel mirino anche il ricorso agli appalti e alle esternalizzazioni. Inoltre le Organizzazioni Sindacali, dopo più di 14 anni dalla nascita dell’Area Vasta, chiedono di avviare un percorso per definire un accordo collettivo di secondo livello unico per START ROMAGNA.
C'è poi il tema sicurezza: i lavoratori hanno segnalato criticità relative ad alcuni mezzi, tra cui l’assenza di adeguate paratie di protezione del posto guida e anomalie tecniche improvvise su alcuni autobus elettrici.
I sindacati, alla luce del mancato accordo, valuteranno insieme ai lavoratori le prossime iniziative da intraprendere ma ribadiscono anche la disponibilità a proseguire il confronto. .










