Molestie in prefettura, chiesto il rinvio a giudizio per un ex funzionario
Per quegli apprezzamenti insistenti, per quelle mani sulle cosce, per quegli abbracci prolungati e per quei ripetuti tentativi di baciare sulla bocca l'utente davanti a sé, un ex funzionario della prefettura di Rimini, non più in servizio nel capoluogo, rischia di finire a processo con l'accusa di violenza sessuale aggravata dall'aver commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti alla pubblica funzione.
L'indagine della Squadra Mobile di Rimini, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, era partita la scorsa estate proprio dal racconto di una delle vittime, una donna straniera che per due volte, nel giugno e nell'agosto del 2025, fu oggetto di avances trasformatesi in molestie concrete mentre si trovava nell'ufficio dell'allora funzionario 61enne, in attesa di completare alcune pratiche burocratiche. Altre donne, sentite dagli investigatori, avevano raccontato di essere state oggetto di attenzioni non gradite da parte dell'uomo, anche se poi alla fine avevano preferito non sporgere querela nei suoi confronti. Condotte documentate foto e video confluiti nell'indagine della Procura.
"Sei una ragazza così bella e ingenua...", sussurrò il 61enne ad una delle vittime, prima di cercare di baciarla sulle labbra. Un tentativo non riuscito solo grazie all'opposizione della donna, spostatasi in tempo. L'indagato, difeso dalle avvocate Claudia Puzone e Arianna Zanetti del Foro di Rimini, durante l'interrogato preventivo davanti alla gip Raffaella Ceccarelli, aveva ammesso le molestie esprimendo pentimento e offrendo un risarcimento alla vittima.












