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Gnassi: proroga insostenibile

Milleproroghe. Mattarella promulga con riserve su concessioni

In foto: il presidente Mattarella
il presidente Mattarella
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 24 Feb 2023 18:11 ~ ultimo agg. 6 Giu 10:55
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Il presidente Sergio Mattarella ha promulgato il Milleproroghe con riserve che riguardano le concessioni demaniali e chiede a Governo e Parlamento delle iniziative per correggere le norme.

Sulle concessioni demaniali scrive  Mattarella nella lettera ai presidenti delle Camere dopo la promulgazione del decreto Milleproroghe “è evidente che i profili di incompatibilità con il diritto europeo e con decisioni giurisdizionali accrescono l’incertezza del quadro normativo e rendono indispensabili, a breve, ulteriori iniziative di governo e Parlamento“. . Per il capo dello Stato, “sarà infatti necessario assicurare l’applicazione delle regole della concorrenza e la tutela dei diritti di tutti gli imprenditori coinvolti, in conformità con il diritto dell’Unione, nonché garantire la certezza del diritto e l’uniforme applicazione della legge nei confronti dei soggetti pubblici e privati che operano in tale ambito“. E prosegue: “Rilevo, infine, che l’articolo 1-bis, commi 1-6, come si evince dalle quantificazioni della stessa relazione tecnica, reca una copertura finanziaria insufficiente in proiezione temporale che, al fine di assicurare il pieno rispetto dell’articolo 81 della Costituzione, dovrà essere integrata con il primo provvedimento legislativo utile“.

Tra i primi commenti quello del deputato del PD Andrea Gnassi:

La decisione del capo dello Stato di promulgare il testo del Decreto Milleproroghe esprimendo riserve e perplessità sul tema dei balneari conferma, purtroppo o per fortuna, che avevamo ragione. Il richiamo di Mattarella dimostra come il governo non abbia né voluto, né potuto, per le divisioni interne, affrontare il tema dell’avvio del percorso delle evidenze pubbliche per l’assegnazione delle concessioni balneari”. Gnassi che è membro della commissione Attività produttive incalza: “Bastava leggere la sentenza del Consiglio di Stato per capire che mandare la palla in tribuna e fare proroghe era ed è insostenibile. Hanno fatto promesse a vanvera, ma al governo non te la cavi se decidi di non decidere perché non puoi mantenere. Hanno lasciato nel caos e senza alcuna certezza un grande patrimonio paesaggistico, turistico ed economico del Paese, con circa 8mila km di coste e spiagge, 27mila imprese e centinaia di migliaia di lavoratori”.
Ora il governo anziché prendersela con l’ennesimo nemico della patria, dei carburanti, dei bonus, faccia subito due cose: 1) assegni la delega sulla materia a un ministro, perché non si sa neanche chi è quello incaricato; 2) faccia l’unica cosa seria che che è da fare e cioè convocare immediatamente regioni, comuni e imprese per individuare i criteri per l’assegnazione delle concessioni con un approccio serio e concreto che guardi alle specificità territoriali“.

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