Valeria è certa: "Louis non è mai uscito di casa". Ma quell'intercettazione...
Il patto con il marito per una relazione "aperta ma sincera", una ricostruzione della sera del delitto non del tutto convincente e con numerose contestazioni, l'assoluta convinzione che Louis non sia uscito di casa negli istanti in cui Pierina veniva uccisa, il sospetto di un inquinamento della scena del crimine da parte di Manuela Bianchi, il pensiero (fortunatamente rimasto tale) di farla finita. E' stata una deposizione lunga e importante quella di Valeria Bartolucci, moglie dell'imputato Louis Dassilva, col quale c'è stato un abbraccio e un tenero e fugace bacio prima di lasciare l'aula Falcone Borsellino del tribunale di Rimini.
La donna, che ha ripreso la testimonianza interrotta la scorso 23 febbraio, non si è sottratta a nessuna domanda delle parti, anche se il pubblico ministero Daniele Paci le ha contestato più volte la difformità delle dichiarazioni rilasciate all'epoca delle indagini rispetto alle risposte date ieri (lunedì) in aula. La moglie di Dassilva si è detta certa dell'innocenza del marito e lo ha ribadito a chiare lettere davanti alla Corte d'Assise. Una convinzione smentita - seconda l'accusa - da una intercettazione ambientale fatta sentire in aula, nella quale Bartolucci, parlando in auto con Louis, afferma a bassa voce: "Se ero sveglia a quell'ora, io questa cosa non la so... E adesso che c***o gli racconto (agli investigatori, ndr)?". E anche da una sua risposta a sit sempre in merito alla sera del delitto: "Io sono andata a letto, ho dormito e poi non so se mio marito ha visto un film fino a che ora. Non so se poi è uscito...".
Un rapporto, quello con Louis, sviscerato a fondo, in cui le scappatelle erano ammesse e nel corso degli anni sono state più di una: "Quella con la Bianchi non credo fosse una relazione seria, penso fosse solo sesso. Louis mi ha assicurato di non essere innamorato di lei. Tra noi c'era una sorta di patto, nel senso che accettavo che non fosse del tutto fedele, ma pretendevo onestà. Se non era più felice con me, era libero di andarsene. Oltre a Manuela, ho scoperto che ha avuto relazioni extraconiugali anche con una mia ex collega e con un mia cugina". Confermata anche la concessione di avere un secondo figlio con la madre del primogenito in Senegal. Per i difensori di Dassilva, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, stando così le cose verrebbe a mancare il movente passionale ipotizzato dalla Procura. Inoltre, come hanno puntualizzato i legali, l'ultima interazione che Bartolucci la sera del 3 ottobre 2023 ha col proprio cellulare è delle 22.11, come da perizia, con due emoticon inviate ad un'amica. Ciò significa che era sveglia e quindi - sostiene la difesa - è impossibile non si sia accorta di un eventuale allontanamento di Louis proprio in quei minuti, dato che l'uccisione della Paganelli risale alle ore 22, 13 minuti e 31 secondi. Un orario, quello della morte della 78enne, certificato dall'audio, registrato dalla telecamera di un condomino, delle urla strazianti dell'anziana, riprodotte ieri (lunedì) in aula.
La teste ha poi ammesso di aver pensato al suicidio, di essersi rivolta ad una psicologa per combattere ansia e stress e di essere stata fortemente sotto pressione a causa (anche) della mediaticità del caso. A tal proposito, però, la presidente della Corte, la giudice Fiorella Casadei, le ha fatto notare di non essersi mai sottratta ad interviste e partecipazioni tv. Bartolucci ha poi rivelato di aver consigliato al marito di scappare perché - ha spiegato - "pensavo che la sua provenienza l'avrebbe sicuramente penalizzato". In aula ha ventilato anche l'ipotesi che la Bianchi avesse potuto inquinare la scena del crimine avendo portato a casa i vestiti sporchi di sangue di Louis, dopo l'incidente in moto avuto dal senegalese il giorno prima dell'omicidio.
Nel complesso l'accusa è sicura di aver dimostrato tutta l'inattendibilità della teste, mentre gli avvocati di Bartolucci, Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini, al termine dell'udienza hanno parlato di ricostruzioni genuine e non contraddittorie da parte della loro assistita. La sensazione, però, è che la donna abbia fornito al marito un alibi tutt'altro che granitico. Prossima udienza lunedì 23 aprile, quando sul banco dei testimoni è atteso Louis Dassilva. "Ad oggi - hanno detto i suoi legali - è convinto di voler rispondere a tutte le domande del pubblico ministero".












