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traffico di esseri umani

Migranti nascosti nel bagagliaio, tre persone indagate

In foto: una volante della polizia di Stato davanti al tribunale
una volante della polizia di Stato davanti al tribunale
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Mar 13 Gen 2026 17:12 ~ ultimo agg. 19:48
Tempo di lettura 2 min

Secondo l'accusa hanno trasportato illecitamente nove migranti, di nazionalità pakistana e bengalese, dalla Slovenia all'Italia. I clandestini, seguendo le indicazioni di un organizzatore rimasto ignoto, avrebbero raggiunto Logatec, in Slovenia, dove sarebbero stati caricati su una vecchia Fiat Croma station wagon guidata da un giovane di 22 anni di origine albanese, che avrebbe effettuato il viaggio seguendo le istruzioni ricevute via telefono da un 38enne macedone, residente in Umbria. L’auto, invece, sarebbe stata messa a disposizione da una donna italiana di 28 anni, anche lei indagata, a suo dire totalmente all’oscuro del traffico di esseri umani. La vettura - era il febbraio del 2024 - fu fermata subito dopo l’ingresso in Italia, in zona Fernetti, nel territorio di Trieste, con due persone nascoste nel bagagliaio.

Tre, appunto, le persone indagate dalla Procura di Rimini, che ha coordinato le indagini della Squadra Mobile, nel presunto traffico di esseri umani. Proprio sulla questione della competenza il gup di Rimini sarà chiamato ad esprimersi giovedì. I fatti sarebbero stati accertati nel Triestino, ma commessi nel Riminese, in quanto è proprio qui che sarebbe stata organizzata l'operazione clandestina, per la quale i migranti avrebbero pagato una somma non precisata all’organizzatore del viaggio, mentre il conducente del mezzo avrebbe concordato un compenso di 1.500 euro per il trasporto. La 28enne, invece, sarebbe stata colpevole di aver prestato all'allora fidanzato la Fiat Croma, di cui era proprietaria. A difenderla l'avvocato Matteo Paruscio del foro di Rimini.

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