Meno negozi ma più grandi: Confesercenti analizza le nuove tendenze
Meno punti vendita ma di dimensioni sempre più ampie. È quanto emerge da un’analisi Confesercenti sulle superfici di vendita: se infatti tra il 2011 e il 2025 sono scomparsi oltre 103mila negozi, parallelamente la superficie commerciale complessiva è cresciuta del 7,4%. La dimensione media dei punti vendita è passata da 117 a 144,5 mq (+23,8%). La trasformazione colpisce soprattutto le attività più piccole. I micro-negozi fino a 50 mq diminuiscono di oltre 72mila unità e quelli fino a 150 metri di oltre 42.700, per un totale di quasi 6 milioni di mq di superficie in meno. Crescono invece i negozi tra 151 e 250 mq (mille unità pari a 300mila mq in più). Stabili quelli fino 400 mq mentre quelli ancora più grandi (fino a 1500 mq) contano ben 9mila attività in più. Segnali di assestamento, invece, per le maxi-strutture oltre i 5.000 mq. Resistono poi le imprese più strutturate, capaci di competere grazie a digitale, multicanalità e specializzazione.
La trasformazione non è omogenea. L’Emilia-Romagna guida la classifica nazionale, risultando in testa per aumento delle superfici commerciali (+14,6%), pur a fronte di una riduzione dei punti vendita (-14,4%). In Italia ci sono oltre 1.100 comuni privi di un negozio alimentare specializzato e più di 500 non hanno nemmeno un minimarket.
Nel periodo 2011–2025 i consumi crescono del 22%, ma la quota della distribuzione tradizionale scende dal 29,8% al 20,4%, mentre aumentano la GDO (dal 57,7% al 61,7%) e soprattutto l’online, passato dall’1,9% al 13,7%. I quasi 6 milioni di mq persi sotto i 150 mq valgono circa 10 miliardi di consumi spostati verso grandi canali fisici e digitali.
“Il commercio fisico non sta scomparendo, si sta riorganizzando - commenta Fabrizio Vagnini, presidente di Confesercenti Rimini - ma il prezzo lo pagano i piccoli esercizi indipendenti. Servono politiche capaci di contrastare la desertificazione commerciale e accompagnare l’innovazione. Occorre riportare funzioni nei quartieri, rendere accessibili e attrattive le vie, fornendo strumenti concreti per le imprese: incentivi agli investimenti, accesso al credito, semplificazioni, sostegno alle nuove aperture e ai passaggi generazionali. Senza un progetto di rigenerazione, la trasformazione del commercio rischia di diventare soltanto una selezione che lascia indietro intere comunità”.












