Crisi della moda. Zanzini: servono regole, tutela dei negozi, patto di filiera
Regole certe, tutela dei piccoli negozi, un patto di filiera. Queste le priorità per ridare ossigeno al settore della moda secondo il presidente regionale di Federazione Moda Italia Giammaria Zanzini (anche presidente provinciale di Confcommercio) che interviene sulla crisi del comparto che sta toccando da vicino anche il territorio riminese. Zanzini, commentando i lavori del Tavolo regionale permanente della Moda, evidenzia "la gravità del momento che imprese e negozi stanno vivendo". I dati parlano chiaro: produzione in calo, export in sofferenza e territori che registrano flessioni a doppia cifra, particolarmente pesanti come quelli di Piacenza, Ferrara, Rimini e Modena. Inoltre i due terzi dei 5,3 miliardi di euro di importazioni avvenute nei primi 6 mesi del 2025 proviene da paesi extra Ue, con la Cina al 18,4%. "Siamo di fronte a un mercato che sta scendendo in caduta libera – sottolinea Zanzini – e questa crisi parte dalla fine della filiera: i negozi di vicinato. Senza il commercio di prossimità che viene chiamato ultimo anello, ma che è fondamentale per l’equilibrio dell’intero sistema, non regge né la manifattura né il valore del made in Emilia Romagna”.
Federazione Moda Italia accoglie con favore gli investimenti regionali su sostenibilità, innovazione, formazione e supporto alle microimprese, ma ribadisce la necessità di soluzioni strutturali e coraggiose. “Non bastano i bandi se non si interviene sulle distorsioni del mercato - precisa il presidente -. Serve un quadro di regole certe per contrastare una concorrenza anche sleale, fondata su delocalizzazioni, economie di scala e modelli distributivi che schiacciano il piccolo commercio. Proprio in questa direzione va la proposta, già portata al Tavolo regionale della Moda, di istituire un Garante del Piccolo Commercio, figura necessaria per tutelare i commercianti tessili di vicinato, oggi sempre più rari ma ancora essenziali per la tenuta sociale ed economica delle città”.
Parallelamente, Federazione Moda Italia Confcommercio dell’Emilia Romagna sta lavorando alla proposta di un regolamento regionale sugli outlet, tema già condiviso con l’assessora Frisoni. “Entro febbraio presenteremo un documento con dati e proposte concrete, perché senza regole chiare per chi opera sullo stesso mercato non può esserci futuro, nemmeno per un settore che resta trainante per il nostro territorio come è quello del tessile, abbigliamento e calzature”.
Il presidente Zanzini rilancia con forza anche il tema del Patto di filiera, perché i segni meno si registrano in tutto il comparto: nel terzo trimestre del 2025 in Emilia-Romagna si sono registrate altre 67 cessazioni di imprese di cui 63 artigiane, mentre i negozi al dettaglio continuano ad abbassare le saracinesche (-5% abbigliamento e -3% calzature tra il 2021 e il 2024). “Il legame tra manifattura, distribuzione, agenti di commercio e negozianti si è progressivamente spezzato. Oggi più che mai è necessario ricostruirlo. Senza una filiera coesa e responsabile, il sistema moda non è in grado di affrontare la transizione e la competizione globale. Il nostro messaggio è semplice e diretto - conclude Zanzini -. Sostenere la moda significa difendere imprese, lavoro, identità e presidio del territorio. Senza il commercio di vicinato, la filiera si indebolisce. E senza una filiera forte, la moda emiliano-romagnola rischia di compromettere il suo futuro”.












