Meccanico simula furto di moto dopo schianto in pista: incastrato e condannato
Inscena il furto della sua superbike andata distrutta dopo un incidente in pista, ma viene incastrato dalla tecnologia. Un meccanico e costruttore di moto di 49 anni, residente a Misano Adriatico, è stato condannato per simulazione di reato e frode assicurativa. Secondo quanto riscostruito, l'imputato (difeso dagli avvocati Leanne Arceci e Massimo Melillo, dopo aver distrutto una BMW S1000RR presa in leasing, durante una giornata in circuito, avrebbe ideato un piano per evitare di corrispondere alla concessionaria gli ingenti danni.
Così, il 20 dicembre 2023, l’uomo si presenta ai carabinieri di Cattolica denunciando il furto del mezzo e di una rampa di carico, sostenendo che fossero stati sottratti dal suo furgone, rimasto sempre parcheggiato davanti alla sua abitazione. Un passaggio necessario, secondo l’accusa, per ottenere indebitamente il risarcimento dall'assicurazione, alla quale aveva dato scarico dopo aver smontato preventivamente alcune componenti. A far crollare il castello di bugie è stata però la tecnologia del Targa System. Gli investigatori, analizzando i passaggi del furgone, hanno accertato che gli spostamenti non coincidevano con il racconto dell'uomo, smentendo di fatto la possibilità che il furto fosse avvenuto con quelle modalità. Ma i guai per il 49enne non sono finiti lì. Perché durante alcuni accertamenti dei carabinieri nel suo capannone, è spuntato il telaio di una moto con duplice intestazione.
Nonostante l’imputato abbia ammesso durante il procedimento di aver simulato il furto per coprire i danni del sinistro, il gup di Rimini lo ha riconosciuto colpevole di tutti i capi d'imputazione, compresa la ricettazione, condannandolo a un anno e 10 mesi di reclusione, pena sospesa. Annunciato dai suoi legali, una volte lette le motivazioni, il ricorso in Appello.










