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Il governo cambia le carte

Eolico offshore, lo stallo prosegue. Tra Ravenna e Rimini ne resterà solo uno?

In foto: repertorio (pexels)
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di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Non c'è pace per l'eolico offshore in Romagna. Se Energia Wind, nonostante i ritardi delle aste, ha deciso di presentare la richiesta di autorizzazione unica per l'impianto riminese, la ravennate Agnes torna a lamentare uno stallo da parte del Governo difficile da accettare e con conseguenze preoccupanti per i progetti romagnoli.

Il Ceo della società, Alberto Bernabini, ricorda in una nota come "Agnes, nel 2019 in controtendenza con tutti gli altri sviluppatori di eolico offshore italiano, ha lanciato la sfida di sviluppare eolico offshore in altro adriatico, un zona poco ventosa in cui nessuno considerava economicamente sostenibile realizzare parchi eolici, ne il governo italiano e neppure i principali sviluppatori". La sfida era quella di ottimizzare le turbine per le basse ventosità e realizzare un progetto in grado di competere con il resto dei progetti italiani. Con un'unica regola, evidenzia Bernabini "chi produce il KWh al prezzo più basso vince e costruisce". Poi però la beffa. "Dopo sei anni in collaborazione con i principali produttori mondiali di turbine eoliche Agnes è riuscita a sviluppare cosi bene da avere una produzione stimata “certificata” in adriatico circa il 20% superiore alla media eolica nazionale" spiega il Ceo, però, "all’indomani dell’approvazione del FER 2 gli sviluppatori concorrenti preso atto dei risultati hanno chiesto al Ministro, di escluderci dalla gara unica in quanto “troppo avvantaggiati dai pali fissi e i bassi fondali”. Condizioni note che non avevano invogliato nessuno di loro a sviluppare in Romagna". E il Governo ha così deciso di modificare il Fer 2 appena approvato con una revisione che sui dati presentati dal MASE “ridurrebbe i contratti per differenza degli eolici a fondazione fissa (oggi solo in Romagna) di circa il 13% rispetto gli eolici galleggianti (resto d’Italia) introducendo anche un contingente limitato stimabile in 1 solo impianto”. Quindi, tradotto, o Rimini o Ravenna.

"L’Italia - allarga le braccia Bernabini - sarebbe il primo stato al mondo che intende limitare o addirittura escludere i progetti più competitivi. Progetti che si trovano dove il prezzo zonale dell’energia è il più alto d’Italia".

E poi c'è una questione di tempi visto che la modifica di legge, dovendo passare al vaglio di Bruxelles, Arera, Conferenza stato Regioni e Parlamento, richiederà almeno un anno. 

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