Marcello (FdI) interroga: che ne è stato dei ristori covid alla sanità privata?
L’annullamento dei ristori riconosciuti alla sanità privata per il servizio svolto durante la pandemia da Covid-19 è al centro delle interrogazioni presentate da Fratelli d’Italia, discusse in Commissione Politiche per la salute durante questa settimana. Il gruppo FDI ha chiesto alla Giunta regionale chiarimenti sulle motivazioni che hanno portato alla decisione di annullare la delibera che prevedeva l’indennizzo per le strutture sanitarie private, ad esempio Villa Maria di Rimini, che durante l’emergenza pandemica si erano messe a disposizione del sistema pubblico garantendo posti letto, sale operatorie e visite specialistiche aggiuntive, interrompendo anche le loro attività routinarie, diagnostiche e terapeutiche.
Nell’interrogazione presentata dal consigliere regionale Nicola Marcello, la Giunta viene chiamata a chiarire “se sia consapevole del rischio concreto di indebolire strutturalmente il servizio sanitario regionale, escludendo un comparto che ha contribuito in modo determinante a garantire la tenuta del sistema durante l’emergenza pandemica”. Si chiede conto, in aggiunta, dell’esito dell’incontro svoltosi a fine luglio tra la Regione Emilia-Romagna e AIOP, nonché “se siano stati stimati i potenziali oneri economici e di immagine per la Regione nel caso di apertura di un contenzioso giudiziario da parte delle strutture sanitarie private che in Regione sono circa 45”.
Nella scorsa legislatura, ricorda Marcello, erano stati deliberati 80,7 milioni di euro a favore del privato accreditato, a titolo di indennizzo e ristoro, sulla base di un accordo siglato nel marzo 2020 tra l’allora Presidente della Regione e il Presidente regionale di AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata). Si trattava di somme riconosciute alle strutture sanitarie private alle quali era stato chiesto di non chiudere le attività, di non ricorrere alla cassa integrazione per il personale e di operare a pieno regime a supporto del servizio sanitario pubblico durante la fase più critica della pandemia.
“Da fonti acquisite – dichiara Marcello – nel territorio della Provincia di Rimini le strutture ospedaliere private accreditate vantano un credito di oltre 1 milione di euro. Si ricorda che le circa 45 strutture private accreditate della Regione garantiscono il 27% delle prestazioni ospedaliere, operano su livelli molto elevati e rappresentano un’eccellenza per il nostro territorio, anche in termini di “incoming sanitario” per pazienti che vengono da fuori Regione.
Conclude il consigliere: “È inoltre fortemente criticabile, sotto il profilo etico e politico, che l’11 novembre 2024, in piena campagna elettorale, i rimborsi siano stati confermati e ribaditi con un’ulteriore delibera e che, a distanza di pochi mesi, a elezioni vinte, si sia fatta marcia indietro. È una scelta che desta grande preoccupazione nella sanità privata convenzionata, che aprirà dei contenziosi alterando la collaborazione tra sistema pubblico/privato convenzionato”. Si rammenta inoltre che dall’Assessorato regionale della Salute non si fa nemmeno menzione di cifre di rimborso negando ogni forma trattativa. Questo risulta essere molto grave ed i contenziosi sono dietro l’angolo.












