Indietro
menu
arrestato imprenditore

Mancano i soldi sul conto, marito chiude la moglie in ufficio e l’aggredisce

di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 3 min
Tempo di lettura 3 min

Approfittando di un momento di distrazione da parte del marito, ha composto il numero d’emergenza su uno dei telefoni dell’ufficio e l’ha appoggiato sulla scrivania in modo che dall’altra parte sentissero le sue richieste d’aiuto. E’ così che la moglie, una 46 anni italiana, residente nel Riminese, ha fatto arrestare il coniuge, un imprenditore di 48 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e tentata estorsione.

Ieri mattina una pattuglia dei carabinieri è intervenuta verso le 10 all’interno di una villetta familiare. Da fuori si sentivano forti grida, la porta era chiusa a chiave. I militari hanno obbligato l’uomo ad aprire, poi hanno separato la coppia. La donna, scoppiata in un pianto liberatorio, l’ha accusato di volerla ammazzare. L’imprenditore avrebbe cercato di sminuire l’accaduto spiegando che il litigio era nato per un ammanco di liquidità dal conto corrente cointestato e che lui non aveva assolutamente alzato le mani sulla consorte.

Una volta rimasta da sola con i carabinieri, la 46enne, sposata da oltre 20 anni con l’imprenditore, col quale ha avuto due figli, ha raccontato di vivere da tempo in un clima di terrore e di aver sopportato maltrattamenti fisici e psicologici. L’ultimo episodio avvenuto proprio ieri mattina, quando lui l’avrebbe afferrata per la sciarpa che portava al collo, trascinata nell’ufficio della ditta e minacciata di morte: “O mi fai il bonifico o ti ammazzo”. Per impedirle di fuggire avrebbe chiuso la porta a chiave, fino all’arrivo della pattuglia.

In passato – stando al racconto della persona offesa – lei lo aveva denunciato per lesioni, salvo poi rimettere la querela. Era stata anche minacciata con una pistola, arma che poi gli era stata sequestrata nel corso di una perquisizione dalla polizia. Di recente, invece, era l’estate 2023, il marito le avrebbe persino rotto un timpano al culmine dell’ennesima lite. Accompagnata in pronto soccorso, la donna ieri è stata dimessa con una prognosi di 20 giorni. I due, che vivono da separati in casa in attesa di definire gli accordi per una separazione consensuale, sarebbero ai ferri corti da mesi. Lei, il giorno prima dell’aggressione, si era addirittura rivolta a un centro antiviolenza della provincia. Il pubblico ministero di turno, considerate le dichiarazioni rese dalla donna, la flagranza del reato di maltrattamenti e i precedenti di polizia dell’imprenditore, ha autorizzato l’arresto e disposto il trasferimento in carcere del 48enne, che, difeso dall’avvocato Stefano Caroli, a giorni comparirà in tribunale per l’udienza di convalida.

Altre notizie