L'omaggio a Laura Fontana. Una vita per la Memoria ma anche per le cose belle
In tanti hanno voluto partecipare all'ultimo saluto a Laura Fontana, scomparsa la settimana scorsa a 61 anni dopo una malattia. Questa mattina alla parrocchia del Crocifisso di Rimini è stato celebrato il funerale della studiosa della Shoah, anima del progetto di educazione alla memoria del comune di Rimini oltre che delle programmazioni teatrali. Insieme ai familiari c'erano i colleghi, gli amici, tanti parrocchiani e diversi amministratori locali.
"L'ho incontrata solo negli ultimi giorni ma ho avuto la possibilità sin da subito di avere con lei un incontro alto, umanamente e culturalmente - ha detto il parroco don Vittorio Metalli - Il bene, il tanto bene, è emerso anche dalla partecipazione della comunità a questa perdita". Don Vittorio ha poi accostato a lei la figura di Sara, moglie di Abramo, "donna tenace, capace di affrontare tante difficoltà, di donare tanto amore, un amore generativo, capace di sorreggere".
La figlia Émilie ha ricordato il suo attaccamento alla vita, il suo amore per la conoscenza e la passione per i libri, la storia. Una madre che è stata sempre presente nonostante i tanti impegni lavorativi e l'amore per la sua professione. Giancarlo Sormani, padre acquisito per Emilie e autore di progetti con Laura Fontana, ha ricordato la sua tenacia, la forza e l'amore per lo studio. Aveva chiesto a lui di girare il film su Shlomo Venezia, che fu realizzato al seguito di uno dei tanti viaggi della memoria per la costruzione dei quali "ha donato tutta se stessa. Fu una grande esperienza intellettuale ed umana".
Commosso anche il ricordo di Giampiero Piscaglia, per tanto tempo a suo fianco negli uffici del Comune di Rimini, che ha ricordato i tanti anni di lavoro insieme, con tutto lo staff, "la sua tenacia, passione e cura nella ricerca del bello. Era fiera di far parte dell'amministrazione comunale, al servizio della cittadinanza". Negli ultimi tempi esortava i colleghi "a prendersi spazi e tempo per sé, per la famiglia, i piccoli divertimenti e piaceri della vita. Sapeva che non le rimaneva molto e forse per questo si dedicava con amore anche a loro, dedicando pensieri e attenzioni per quello che lei stava perdendo". Insieme, ha ricordato Piscaglia, hanno costruito decenni di spettacoli ed eventi, hanno accolto artisti di fama internazionale e partecipato alla riapertura del Galli. Sabato l'hanno ricordata in teatro, prima dello spettacolo di danza che lei stessa aveva scelto per la stagione. In un Galli illuminato di blu, il colore preferito di Laura.
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