Lo crede suo rivale in amore e lo attende sotto casa col coltello
Era convinto che si fossero innamorati della stessa donna, così per un anno e mezzo ha reso la vita di quello che credeva il suo rivale in amore un vero e proprio inferno. Appostamenti sotto casa, minacce, telefonate a tutte le ore del giorno e della notte, persino aggressioni fisiche. Una scia di atti persecutori interrotta ieri dagli agenti della squadra mobile. Che, dopo essersi appostati sotto casa della vittima, hanno notato il suo persecutore, un 54enne barese residente nel Riminese, che attendava il rientro del rivale a bordo della propria auto. Una volta sceso dalla vettura l’hanno bloccato e gli hanno perquisito l’auto, dalla quale sono spuntati due coltelli a serramanico con una lama di 8 centimetri. “Lo sto aspettando perché voglio regolare i conti una volta per tutte”, avrebbe confessato il 54enne agli agenti. Che l’hanno condotto in questura e arrestato per atti persecutori e detenzione abusiva di armi.
L’uomo perseguitato è potuto tornare ad avere una vita normale, cosa che dal febbraio del 2016 non aveva più, ovvero da quando il barese si era convinto che avesse una relazione extraconiugale con la donna della quale anche lui si era perdutamente innamorato. A nulla erano valsi i tentativi di chiarimento da parte della vittima – sposato e con figli – che ha sempre negato con forza di essersi invaghito della stessa donna.
Da quel giorno, fino alla fine della scorsa estate, quando la vittima si decideva a sporgere denuncia in Questura, il barese ha perseguitato lui e la sua famiglia ovunque, arrivando a tormentarli con anche 70 chiamate in un giorno e persino a prendere a pugni il rivale procurandogli ferite guaribili in 7 giorni. In questi ultimi quattro mesi le indagini della Squadra Mobile, coordinate dai sostituti procuratori Davide Ercolani e Marino Cerioni, hanno portato alla luce una parte dei comportamenti persecutori del barese, fermato ieri poco prima che compisse il folle gesto di accoltellare il suo rivale, o meglio quello che lui riteneva essere un rivale.










