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a colpi di calibro nove

L'incubo della Uno Bianca. 35 anni fa l'esecuzione di due giovani a San Mauro

In foto: dal settimanale Il Ponte del 25 agosto 1991
dal settimanale Il Ponte del 25 agosto 1991
di
Maurizio Ceccarini
   
Tempo di lettura 2 min
Tempo di lettura 2 min

Il 18 agosto 1991 a San Mauro Mare furono uccisi in un agguato selvaggio a colpi di calibro nove sulla Statale Adriatica, all'altezza della discoteca Geo, Ndiaj Malik, 29 anni, e Babou Chejkh, 27 anni, due operai senegalesi in vacanza in Riviera. Un terzo connazionale a bordo con loro rimase ferito. I colpi erano stati esplosi da un'auto, una Fiat Uno bianca, che si era improvvisamente affiancata a quella dei tre giovani africani.

Pochi minuti, nella fuga dopo l'agguato, l'auto dei killer in zona San Vito aveva tagliato la strada all'auto di tre giovani santarcangiolesi le cui imprecazioni contro la folle manovra rischiarono di costare caro: dalla Uno bianca furono esplosi dei colpi che ferirono uno di loro. Il 27 agosto la Uno Bianca usata per l’attentato fu trovata a Torre Pedrera, parcheggiata in una strada a monte della ferrovia, su segnalazione di un negoziante del posto. Era stata rubata ad un ignaro riminese e abbandonata dai Savi probabilmente subito dopo gli omicidi di San Mauro.

Ci furono rivendicazioni inattendibili e piste che non portarono a esiti concreti. In un clima di paura, la nuova tragedia consolidava la "reputazione" della banda della Uno bianca, nell'anno che si era aperto con la strage del Pilastro, come oscura entità pronta a compiere brutali stragi anche senza apparentemente motivo. Se non in diversi casi, come sarebbe emerso in seguito, per depistare le indagini.

 

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