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L’export per resistere in tempo di crisi. Presentato protocollo d’intesa

di Redazione   
Tempo di lettura 6 min
Gio 5 Dic 2013 13:39 ~ ultimo agg. 16 Mag 23:43
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Nonostante un calo dello 0,5% nei primi sei mesi di quest’anno, quello dell’export è l’unico dato macroeconomico che nell’ultimo quinquennio di crisi ha fatto segnare il segno più a Rimini come nel resto d’Italia. Un settore al quale però le imprese riminese, anche per via delle limitate dimensioni, si sono aperte con riluttanza. Anche se ormai, in attesa si una ripresa che tarda a venire, è l’unica ancora di salvezza a cui aggrapparsi.
“Se vogliamo sforzarci e vedere un lato positivo in questi quattro anni di crisi – rileva Paolo Maggioli, presidente di Confinduatria Rimini – è che anche le imprese che prima pensavano di poterne fare a meno hanno iniziato a guardare all’estero.”

L’indagine compiuta da Carim e Confindustria sull’internazionalizzazione ha evidenziato che su 180 imprese associate interpellate 144 hanno rapporti con l’estero e quelle medio grandi ottengono dall’export oltre il 60% del fatturato. Un limite è legato ai mercati di riferimento, essenzialmente europei mentre si dovrebbe puntare ad Asia e Sud America.
Nelle indagini le imprese hanno anche spiegato le principali difficoltà.
“Quella di base è psicologica – spiega Maggioli – vale a dire capire che l’export non è una cosa impossibile da mettere in pratica. Poi c’è anche un aspetto conoscitivo cioè individuare i possibili partner nei paesi che si decide di aggredire”.

Carim e Confindustria hanno allora pensato insieme a Camera di Commercio di sottoscrivere un protocollo per sostenere le aziende che vogliono aprirsi all’estero con l’obiettivo, nell’arco di 5 anni, di passare dal 20 al 40% di penetrazione dei mercati stranieri.
Si tratta di un’intesa triennale aperta anche ad altre realtà e che ogni anno prevede l’aggiornamento delle azioni da mettere in atto.

. Il piano d’azione 2014

. CICLO DI INCONTRI FORMATIVI SUL COMMERCIO ESTERO sulle materie:
Dogane – Contrattualistica internazionale – Pagamenti internazionali – Assicurazione all’export e finanziamenti agli investimenti all’estero coinvolgendo Simest e Sace –
Marketing internazionale – Trasporti internazionali (Incoterms) 2 degli incontri formativi previsti per il 2014 saranno a cura di BANCA CARIM

. Progetto TEMPORARY EXPORT MANAGER anno 2014:
5 abbinamenti impresa-tirocinante di cui uno sponsorizzato da BANCA CARIM

. Progetto “RUSSIA” plurisettoriale – Ricerca partner e incontri di business presso le sedi dei partner locali selezionati (missione in outgoing) – primo semestre 2014. Capofila del progetto sarà CONFINDUSTRIA RIMINI

. Progetto “SUDAFRICA” nell’anno del Design in Sudafrica dedicato al sistema casa e alla filiera abitare/costruire – Ricerca partner e incontri di business da organizzare a Rimini (missione in incoming di studi di progettazione e architettura, interior designer, buyer) – primo semestre 2014. Capofila del progetto sarà la CAMERA DI COMMERCIO DI RIMINI.

. Sempre in occasione dell’anno del design in Sudafrica, progetto intercamerale  nazionale che prevede una missione in Sudafrica per il settore design e arredo con incontri d’affari ed istallazione di uno showroom permanente a Cape Town.
La Camera di Commercio di Rimini farà da capofila per la Regione Emilia-Romagna.

. CONSULENZA a cura di BANCA CARIM su:
forum specialistico via e-mail a disposizione delle imprese con garanzia di risposta entro le 24 ore
pubblicazione sul sito internet di Banca Carim di F.A.Q. sul tema de ‘l’internazionalizzazione delle aziende’ in 20 domande/risposte e inserimento nel sito di apposita sezione dedicata all’e-learning sugli strumenti utili alle imprese che intraprendono il commercio internazionale.

. ASSISTENZA CREDITIZIA a cura di BANCA CARIM
Plafond di euro 500.000 per l’erogazione, fatto salvo il merito di credito, di prestiti chirografi rateali di durata 18/36 mesi, di importo massimo unitario di euro 10.000, finalizzati al sostegno di documentate attività iniziali per lo sviluppo del commercio sui mercati esteri (partecipazione a fiere, creazione di un sito web, ecc).
Plafond di euro 10.000.000 per la concessione di linee di credito di Cassa e/o di Firma sull’estero a favore di PMI non ancora clienti di Banca Carim e fatto salvo il merito creditizio, con durata a breve e medio termine, a condizioni particolarmente vantaggiose.

. Alcuni dati dell’indagi sull’export

All’indagine hanno partecipato 180 imprese, di queste 144 (84 in più rispetto all’indagine del 2003) hanno dichiarato di avere contatti con l’estero.
Le aziende con meno di 50 dipendenti hanno mediamente un fatturato derivante dall’export pari al 21%, mentre le medio-grandi (ne sono un esempio le 19 imprese che hanno partecipato alla redazione del Bilancio Sociale Aggregato di Confindustria Rimini) hanno una quota di fatturato estero sul totale di oltre il 60%.

Salgono (+7,9%) le aziende che svolgono simultaneamente attività di Import/Export; scendono (-5,9%) le aziende solo esportatrici e che quelle solo importatrici (-3%).
Più della metà del campione (56,9%) dichiara di svolgere parallelamente attività di Import/Export; le aziende esclusivamente esportatrici corrispondono al 33,3 % del campione, mentre si attestano al 9,7 % del totale le aziende solo importatrici.

Le principali aree geografiche sono sostanzialmente invariate rispetto al 2012: sale di una posizione il nord America (nel 2012 era 5° ora è 4°) e scende l’Asia (ora è 5° mentre nel 2012 era al 4° posto).

Per l’import sono confermate le due prime posizioni di UE e Asia (Russia in primis), mentre per l’export sui primi 12 Paesi di destinazione, 6 sono UE e occupano le prime 3 posizioni (Germania, Francia e Spagna).

Il principale ostacolo all’internazionalizzazione è di carattere conoscitivo (per la maggioranza del campione è l’individuazione di partner stranieri). Seguono quelli di tipo finanziario (soprattutto inadeguatezza di finanziamenti e risorse finanziarie), strutturale (complessità delle operazioni burocratiche) e dimensionale (scarsità di personale adeguato). In ultima posizione quello di tipo Socio-economico e politico (per la maggior parte del campione differenze linguistiche, culturali e religiose).

I servizi ritenuti prioritari dalle imprese sono: informazioni commerciali e di mercato, legislazione doganale; ricerca di partners stranieri; formazione, orientamento ed Assistenza in materia di commercio.
Si sottolinea che 90 imprese rispetto alle 76 del 2012 hanno sperimentato nuove forme di collaborazione all’Estero. Questo è un segnale di forte interessamento all’estero per sopperire la caduta della domanda interna.

La forma di collaborazione più utilizzata è stata di gran lunga quello dell’Accordo commerciale. Risulta minoritario, invece, l’interesse ad avere soci stranieri (il 61% del campione risponde no).
Mentre risulta alto l’interesse (per il 60% del campione) a realizzare reti d’Impresa finalizzate all’internazionalizzazione.

Emerge, quindi, l’impegno che occorre profondere verso le piccole imprese, che sono il nerbo della nostra economia, per aumentare la loro quota di fatturato estero e magari in quattro o cinque anni raddoppiarla.
L’iniziativa congiunta è ancor più stringente alla luce dei più recenti dati ISTAT, che dimostrano una diminuzione del valore complessivo dell’export in provincia di Rimini nel 2013, oltre che dall’indagine appena effettuata da Confindustria Rimini presso i propri associati, nella quale si evidenzia la bassa percentuale di fatturato con l’estero delle imprese con meno di 50 dipendenti, di gran lunga le più numerose in provincia.

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