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Osservatorio Cisl Romagna

Lavoro, migliorano i dati ma aumenta il divario di genere. Giovani in difficoltà

In foto: lavoro al femminile
lavoro al femminile
di
Redazione
   
Tempo di lettura 5 min
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Crescono gli occupati ma aumenta il divario di genere e i giovani restano indietro. E' quello che emerge dal rapporto annuale sul mercato del lavoro elaborato dalla Cisl. Nel 2025 in provincia di Rimini il tasso di occupazione maschile è arrivato all'85,6%, più alto della media regionale e romagnola, ma quello femminile si è attestato al 65,1% con un gap di oltre 20 punti, il più elevato. Lo scorso anno è migliorato anche il tasso di disoccupazione, ma quello degli uomini riminesi è al 3,7% contro il 5,8 femminile. Il nodo più critico è però quello dell'inattività dove a Rimini si registra uno dei divari di genere più marcati dell'Emilia Romagna: 37,3% per le donne e 16,5% per gli uomini. Un dato in marcata crescita come quello delle dimissioni volontarie: nel 2024 in Emilia-Romagna il 65% ha riguardato madri lavoratrici e in oltre la metà dei casi alla nascita del primo figlio. Nel riminese solo il 3,5% delle donne ha un contratto a tempo indeterminato (in Regione oltre il 13%) contro il 6% degli uomini (19% in Regione). Quasi 6 contratti su 10 sono part-time rispetto ai 4 maschili. Grosse difficoltà poi anche per i giovani: la disoccupazione nella fascia 15-24 anni è balzata in regione dal 12,3% al 17,4% in un solo anno, con oltre 17.000 occupati persi. Meno di un giovane su tre è attivo nel mercato del lavoro, e nelle province romagnole meno del 20% delle ragazze tra i 15 e i 24 anni risulta occupata o in cerca di impiego. Sul fronte NEET - i giovani tra 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e non si formano - il fenomeno coinvolge l'8,2% della popolazione giovanile romagnola. Rimini, almeno in questo caso, è però la provincia che se la cava meglio. 

Questi dati ci dicono che la crescita occupazionale da sola non basta. Se non cambia la qualità del lavoro, se non si interviene sulle condizioni che ancora oggi spingono le donne fuori dal mercato, stiamo semplicemente costruendo su sabbia”, afferma il segretario generale della CISL Romagna Francesco Marinelli. “Le discriminazioni che emergono dal rapporto non sono anomalie: sono il frutto di un sistema che scarica sulle famiglie - e sulle donne in particolare - il costo della cura, senza offrire alternative reali.
Sul lavoro femminile servono azioni concrete e vincolanti. Serve una contrattazione di secondo livello che introduca meccanismi reali di trasparenza salariale, che disincentivi il ricorso al part-time involontario e che premi le aziende che investono nella conciliazione. Servono più servizi: asili nido, assistenza agli anziani, welfare di prossimità. Senza una rete solida, chiedere alle donne di restare nel mercato del lavoro è solo retorica.
Sul fronte giovanile, invece, il problema non è la mancanza di lavoro: è la mancanza di lavoro buono e di percorsi formativi che preparino davvero all'ingresso nel mercato. Chiediamo un patto territoriale che metta attorno a un tavolo scuole, università, centri per l'impiego e imprese, per costruire insieme percorsi duali seri e tirocini che non siano sfruttamento mascherato da formazione.
“Infine, chiediamo che la certificazione della parità di genere smetta di essere un adempimento burocratico e diventi un criterio premiante reale negli appalti pubblici e nell'accesso ai fondi europei. Chi investe nell'equità deve avere un vantaggio competitivo. Non è accettabile che la crescita diventi un alibi per non vedere chi resta indietro: il lavoro dignitoso, stabile e ben retribuito deve essere un diritto per tutte e per tutti.

Tasso di occupazione - fascia 20–64 anni, 2025

 

Ravenna

 

Forlì-Cesena

 

Rimini

 

E-R

 

Uomini

84,1%

 

84,6%

 

85,6%

 

84,3%

 

Donne

 

66,9%

 

66,4%

 

65,1%

 

69,6%

 

Divario

M–F

 

17,2

pt

 

18,2

pt

 

20,5

pt

 

14,7

pt

 

Trend F 2023→2025

 

67,2→66,9

 

68,9→66,4

 

63,1→65,1

 

69,1→69,6

 

Trend M 2023→2025

 

82,3→84,1

 

82,6→84,6

 

79,3→85,6

 

82,6→84,3

 

Tasso di disoccupazione - fascia 20–64 anni,

2025

 

Ravenna

 

Forlì-C.

 

Rimini

 

E-R

 

Uomini

 

4,7%

 

3,7%

 

3,7%

 

3,6%

 

Donne

 

3,2%

 

5,5%

 

5,8%

 

4,6%

 

Trend F 2023→2025

 

5,7→3,2

 

7,0→5,5

 

7,2→5,8

 

6,1→4,6

 

Trend M 2023→2025

 

3,4→4,7

 

3,0→3,7

 

7,4→3,7

 

3,9→3,6

 

Tasso di inattività - fascia 20–64 anni, 2025

 

 

Ravenna

 

Forlì-C.

 

Rimini

 

E-R

 

Uomini

 

19,6%

 

17,8%

 

16,5%

 

19,0%

 

Donne

 

35,4%

 

34,5%

 

37,3%

 

32,1%

 

Divario F–M

+15,8 pt

 

+16,7 pt

 

+20,8 pt

 

+13,1 pt

 

Trend F 2023→2025

 

33,2→35,4

 

29,7→34,5

 

37,7→37,3

 

31,3→32,1

 

Trend M 2023→2025

 

21,1→19,6

 

21,6→17,8

 

21,0→16,5

 

20,0→19,0

 

Tipologia contrattuale - nuove assunzioni 2025 (settore privato, gen–sett)

 

Ravenna

 

Forlì-C.

 

Rimini

 

E-R

 

Part-time donne

 

59,5%

 

59,5%

 

57,8%

 

59,9%

 

Part-time uomini

 

40,5%

 

40,5%

 

42,2%

 

40,1%

 

Tempo indet. donne

 

7,4%

 

8,4%

 

3,5%

 

13,2%

 

Tempo indet. uomini

 

10,9%

 

13,3%

 

6,0%

 

18,9%

 

Tempo det. donne

 

92,6%

 

91,6%

 

96,5%

 

86,8%

 

Tempo det. uomini

 

89,1%

 

86,7%

 

94,0%

 

81,1%

 

Trasformazioni contrattuali - 2025 (settore privato, gen–sett)

 

Ravenna

 

Forlì-C.

 

Rimini

 

E-R

 

Da pieno a part-time — donne

 

73,0%

 

69,2%

 

66,2%

 

67,4%

 

Da pieno a part-time — uomini

27,0%

 

30,8%

 

33,8%

 

32,6%

 

Da det. a indet. — donne

43,1%

 

41,5%

 

45,3%

 

43,4%

 

Da det. a indet. — uomini

 

56,9%

 

58,5%

 

54,7%

 

56,6%

 

 



 

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