3000 famiglie in attesa di alloggio. Il sindaco: lasciamo da parte l'ideologia
Il mercato immobiliare riminese è uno dei più dinamici a livello nazionale. Il prezzo medio delle abitazioni in vendita nel comune ha raggiunto i 2.924 euro al metro quadrato, +3,84% su base annua, mentre i canoni di locazione sono saliti a 13,03 euro al metro quadrato, con un incremento dell’8,13%. Lo ha spiegato Andrea Napoli, CEO e Founder di Locare, nel corso del convegno sull’emergenza abitativa organizzato da FIMAA Rimini e Confcommercio. Napoli ha anche evidenziato come “la provincia di Rimini si conferma tra le più costose d’Italia sul fronte degli affitti, con una forte incidenza delle locazioni transitorie e una marcata stagionalità del mercato”.
Le famiglie in attesa di un alloggio popolare circa 3.000. Questo il numero messo sul piatto dall’assessore alle Politiche per la Casa del Comune, Kristian Gianfreda, che ha spiegato come Rimini sia stato il primo in Emilia Romagna ad attivare il piano straordinario Casa che integra attivamente il “Patto per la casa” regionale per ampliare l'offerta di alloggi a canone concordato e calmierato.
Dati che evidenziano come l’emergenza casa sia un’urgenza ma “la cosa peggiore che si possa fare è guardare il problema attraverso le lenti distorte dell’ideologia – ha messo in guardia il sindaco Jamil Sadegholvaad -. Le dinamiche degli affitti brevi incidono certamente, ma non sono l’unico fattore che determina la difficoltà di accesso alla casa”. Il primo cittadino ha inoltre evidenziato la necessità di “restituire fiducia ai proprietari”, ricordando come le difficoltà nel rientrare in possesso degli immobili rappresenti uno dei principali ostacoli alla rimessa sul mercato delle abitazioni sfitte.
Senza dimenticare la connessione tra emergenza abitativa e competitività economica del territorio. “La casa non è soltanto una questione sociale, ma anche una questione economica – ha evidenziato il presidente provinciale di Confcommercio Giammaria Zanzini -. La disponibilità di alloggi accessibili incide direttamente sulla capacità di attrarre e trattenere lavoratori, professionalità e investimenti. Per questo occorre aumentare l’offerta abitativa, recuperare gli immobili inutilizzati e restituire fiducia ai proprietari”. Zanzini ha inoltre ribadito la richiesta di rendere permanente “la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, misura strategica per favorire la locazione degli immobili sfitti e contrastare la desertificazione commerciale e il degrado nei centri urbani e la perdita di valore degli immobili anche residenziali”.
Dopo aver snocciolato i numeri a livello nazionale, il presidente nazionale FIMAA, Santino Taverna ha sottolineato come l’emergenza abitativa sia una vera emergenza nazionale “e per affrontarla – ha detto - servono maggiori tutele per i proprietari, procedure più rapide per gli sfratti e strumenti che consentano di riportare sul mercato migliaia di abitazioni oggi inutilizzate, garantendo al tempo stesso protezione alle famiglie realmente in difficoltà economica”.










