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Lavoro Newsrimini Rimini

‘Lavoratori sostituiti da quelli delle cooperative ma con meno tutele’

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mar 31 Gen 2012 14:44 ~ ultimo agg. 15 Mag 11:32
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Ai casi limite di morte sul lavoro, si affianca un racconto più generalizzato: quello sulla difficoltà di comunicazione, o per meglio dire di segnalazione, di situazioni problematiche per la sicurezza ai dirigenti delle aziende. Fino alla messa a tacere in qualche caso. I dati sugli infortuni in provincia sono quelli forniti dall’Inail sul 2010: “Ci si è stabilizzati praticamente sul numero di 8mila infortuni l’anno” spiega Graziano Urbinati, della Cgil di Rimini. “Un numero in diminuzione, nonostante apparentemente ci sia un aumento, che è dovuto all’ingresso in provincia dei sette comuni dell’Alta Valmarecchia. E comunque un numero che resta altom nonostante la crisi e le tante ore di cassaintegrazione. Il rischio, in tempi di crisi, è anzi che la sicurezza dalle imprese sia percepita come un costo difficile da sostenere”.

Quello che emerge al di là dei dati, è anche un allarme che riguarda l’impiego di lavoratori delle cooperative per compiti che storicamente venivano compiuti da lavoratori interni alle aziende. Ad esempio nel pericoloso settore della mobilitazione merci. Lo spiega, in un discorso che supera l’ambito della sola azienda in cui lavora, un operaio delegato Rsu, e rappresentante per la sicurezza della Marr di Rimini. A parlare è Antonio Urbinati, Rls e Rsu dell’azienda Marr. “Ci si rivolge maggiormente alle cooperative per la questione del vantaggio economico. Dietro alcune cooperative c’è un sistema di caporalato. I lavoratori vengono inquadrati in condizioni poco invidiabili. Faccio un esempio: quando il lavoratori di una cooperativa preferisce denunciare una malattia piuttosto che un infortunio avvenuto il tal giorno alla tal ora in azienda, vuol dire che c’è del terrorismo e che la crisi viene galoppata. La sicurezza ha molto a che fare con questo tema. Per esempio a quei lavoratori non è riconosciuto tempo o spazio per riposare. Il numero di queste persone nelle aziende cambia, di giorno in giorno. Ne vengono mandati di più un giorno o di meno a seconda della quantità di lavoro. Nel caso della Marr, è stata sostituita una grande fetta di lavoratori – che hanno lasciato l’azienda perchè sono andati in pensione, o perchè hanno lasciato il lavoro perchè gli era stato imposto un cambio di mansione che non riuscivano a sostenere, con lavoratori delle cooperative”.

(NewsRimini.it)

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