Latitanti internazionali fermati a Rimini da Carabinieri e Polizia di Frontiera
E' finita sulla Riviera romagnola la latitanza di una coppia dell'est. A seguito di un'attività congiunta i Carabinieri del Reparto Operativo - Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e dal personale della Polizia di Frontiera Aerea e Marittima di Rimini, hanno tratto in arresto due cittadini stranieri ricercati a livello internazionale.
L’operazione è scattata quando gli agenti e i militari hanno individuato una BMW con targa ungherese in sosta nei pressi di una farmacia di Rimini. A bordo del veicolo c'erano un uomo e una donna che, alla richiesta dei documenti, hanno esibito carte d’identità e patente di guida ungheresi. Nutrendo subito dubbi sulla genuinità dei documenti, il personale esperto in falso documentale della Polizia di Frontiera ha effettuato verifiche, accertandone la contraffazione.
I due fermati sono stati quindi accompagnati negli uffici del Comando Provinciale dei Carabinieri per i rilievi fotodattiloscopici. Grazie alle impronte digitali è emersa la loro vera identità: si tratta di un uomo classe 1997, e una donna classe 1999, entrambi cittadini ungheresi.
L’interrogazione delle banche dati internazionali ha permesso di scoprire che entrambi i soggetti erano latitanti e colpiti da un Mandato di Arresto Europeo (MAE) emesso dalle autorità ungheresi per reati di truffa e riciclaggio.
Le Forze dell’Ordine hanno proceduto a una perquisizione domiciliare nell’abitazione in cui la coppia era temporaneamente domiciliata, sulla costa della provincia di Forlì-Cesena. All’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti i veri passaporti dei due arrestati.
I due fermati sono stati quindi dichiarati in arresto nella flagranza di reato per possesso di documenti di identità falsi validi per l’espatrio e in esecuzione dei rispettivi Mandati di Arresto Europei ai fini dell’estradizione.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale di Rimini, mentre la donna è stata trasferita presso la Casa Circondariale di Forlì. Entrambi sono ora a disposizione della Corte d’Appello di Bologna e della Procura di Rimini per i provvedimenti di competenza. Per stringere il cerchio attorno ai latitanti è stato fondamentale lo scambio informativo in tempo reale garantito dalla collaborazione del FAST Italia (Fugitive Active Search Teams) e dallo SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia).










