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annuncio trappola sui social

Scoperta la truffa del "mi piace", cinque le persone indagate

di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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E' stata ribattezzata la truffa del 'mi piace' perché il lavoro offerto consisteva semplicemente nel visualizzare dei video su YouTube indicati in precedenza e poi mettere il cosiddetto 'like'. Un compito che andava certificato inviando uno screenshot al proprio responsabile. In cambio si riceveva un compenso di 8 euro a video. L'annuncio di lavoro sarebbe apparso sul social TikTok. Cliccando sul tasto "Scopri di più" si veniva reindirizzati prima in una chat WhatsApp, poi in un apposito gruppo Telegram dove venivano fornite le istruzioni per svolgere l'attività. Se poi si voleva guadagnare di più, facendo uno 'scatto di carriera', ecco che bisognava versare alcune centinaia di euro per entrare a far parte del team.

Altrimenti c'era sempre una seconda possibilità: prestarsi per ricevere dei bonifici sul proprio conto corrente per poi girare la somma su altri conti indicati, in cambio di una piccola percentuale. Ed è quello che una 33enne rumena, residente a Rimini e assistita dagli avvocati Stefano Caroli e Sofia Tosi, ha fatto per alcuni mesi, salvo poi scoprire di essere stata indagata dalla Procura di Ancona per truffa in concorso. La donna, rimasta senza lavoro e madre di una bambina, ha spiegato ai poliziotti della questura che svolgono le indagini di aver agito sì in maniera ingenua, ma in assoluta buona fede e di essere stata lei stessa raggirata. Non solo, la donna avrebbe mostrato anche alcuni messaggi minatori ricevuti quando ha deciso di dire basta: "Abbiamo tutti i tuoi dati... Ricorda che sappiamo dove venirti a cercare"

Da chi provenissero, esattamente, le direttive impartite è difficile dirlo dal momento che dietro queste chat WhatsApp e Telegram si nascondono spesso persone che usano nomi di fantasia o identità rubate. Quello che è certo è che c'è qualcuno che per ottenere il famoso 'scatto di carriera' ha versato fino a 3mila euro. Le indagini sono in corso e nei prossimi mesi il numero degli indagati potrebbe anche aumentare. 

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di Redazione