L’arte per una nuova occasione di vita. L’iniziativa di Observice
Questa l’idea con cui la Cooperativa riminese Observice lo scorso febbraio ha avviato una piccola officina di elletro-saldatura per il recupero di persone che hanno avuto esperienza di carcere o tossicodipendenza. Nell’officina attualmente lavorano due albanesi ed un italiano. Ad insegnare loro il mestiere due maestri d’arte in pensione. Si lavora dal lunedì al venerdì per uno stipendio mensile di circa 950 euro con un obiettivo preciso: imparare una professione ed avere una nuova possibilità di vita. L’officina produce componenti in ferro per industrie come l’SCM, cancellate o affini sia per il pubblico che per il privato. Prodotti sempre più richiesti tanto da rendere necessari l’ampliamento dei locali, l’assunzione di altri due dipendenti e di un altro maestro d’arte. Ma per farlo occorono fondi, circa 17 mila euro. Ecco perchè la cooperativa ha promosso “A regola d’arte” mostra benefica coordinata dall’artista Maurizio Minarini. Dal 22 al 28 novembre al Palazzo del Podestà 51 pittori riminesi esporranno altrettante opere che potranno poi essere acquistate. Il ricavato servirà a finanziare l’ampliamento dello stesso laboratorio.
La presentazione dell’iniziativa è anche l’occasione per fare il punto sul rapporto carcere-rinserimento a Rimini. In Italia solo alcune decine di detenuti sono ammessi a lavorare fuori. Ai Casetti di Rimini su 180 detenuti , 30 sono impegnati in progetti di lavoro esterno.
Gianluca Borghi assessore regionale alle politiche sociali










