Indietro
menu
Doppia interrogazione

L’allevamento di Maiolo sbarca in Regione ma il Comitato è insoddisfatto da risposte

In foto: l’area del progetto (dalla pagina del Comitato)
l’area del progetto (dalla pagina del Comitato)
di Redazione   
Tempo di lettura 6 min
Mar 28 Feb 2023 17:37 ~ ultimo agg. 6 Giu 11:12
Tempo di lettura 6 min

Mentre la petizione online dei cittadini per chiedere all’Emilia Romagna di bloccare il progetto continua a raccogliere sostenitori, una doppia interrogazione solleva il tema dell’allevamento avicolo a Maiolo direttamente alla Giunta regionale. “I cittadini di Maiolo vanno rassicurati in merito all’apertura dell’allevamento avicolo Fileni” dice la Consigliera regionale riminese Nadia Rossi. “C’è stata piena correttezza amministrativa nell’iter procedimentale che ha portato all’adozione del Provvedimento autorizzatorio unico per la ricostruzione di un allevamento avicolo nel riminese? A questa domanda la Vicepresidente Irene Priolo ha confermato che il percorso di valutazione e approvazione del progetto si è svolto nella piena trasparenza e in linea con gli strumenti urbanistici comunali, provinciali e regionali – sottolinea Rossi – Nello specifico, l’autorizzazione alla demolizione e ricostruzione dell’allevamento è stata approvata nell’aprile 2022 senza alcuna osservazione contraria dalla Conferenza dei Servizi (composta da ARPAE, Provincia di Rimini, Unione dei Comuni Valmarecchia, Comune di Maiolo, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile Servizio Area Romagna, Ente Gestione per i Parchi e la Biodiversità Romagna, Autorità Bacino distrettuale del Fiume Po, Comando provinciale dei Vigili del Fuoco del Comune di Rimini, Ausl della Romagna). Anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio non ha visto ostacoli alla realizzazione del sito, utile anche in un’ottica di riqualificazione del territorio che vedeva edifici fatiscenti, abbandonati e dismessi. Il nuovo allevamento sorgerà ridimensionato rispetto a quello precedente: i capannoni a tre piani diventeranno ad un piano, passando quindi da una superficie di 48.700 m2 ad una di 25.600 m2. Le diverse modifiche richieste nel corso dell’istruttoria in Conferenza dei Servizi, a cui per la Regione ha partecipato ARPAE, hanno sensibilmente ottimizzato e migliorato il progetto presentato inizialmente, in particolare per ciò che concerne le dimensioni dell’impianto: si parla di numeri che fino al 2009 raggiungevano cicli da circa 800 mila polli l’uno (in allevamento intensivo convenzionale), nel progetto iniziale presentato da Fileni arrivavano a 512 mila (in allevamento misto convenzionale/biologico) ed in Conferenza dei Servizi sono stati ridotti sensibilmente fino ad un massimo di 217 mila capi, rendendo l’allevamento esclusivamente biologico.” La Regione rassicura che l’iter è andato avanti secondo le normali e regolari procedure previste dal Testo Unico per l’Ambiente, motivo per cui risulta non percorribile la pratica dell’autotutela, incorrendo con ogni probabilità in un “abuso d’ufficio”. “La preoccupazione di chi abita la valle è legittima – continua la consigliera dem –, ma come dichiarato dalla Vicepresidente Priolo, i controlli, già previsti nelle prescrizioni finali del progetto approvato, saranno puntuali: entro un anno dalla data di messa a regime dell’allevamento ad esempio verrà monitorato l’impatto acustico dello stesso, entro due anni quello odorifero, e saranno sviluppati progetti di educazione ambientale ed alimentare ad esso connessi. Inoltre l’azienda, in accordo con il Comune di Maiolo, si è resa disponibile per investire ulteriormente sul fotovoltaico in prossimità dei capannoni e sulla creazione di una comunità energetica in loco” continua Rossi. “In ogni caso, dal Consiglio regionale arriva la conferma che la Regione sarà al fianco dei cittadini per fare chiarezza e rassicurarli, anche mettendo a disposizione le competenze tecniche regionali in vista dell’insediamento di una commissione ad hoc che il Comune di Maiolo intende creare, per approfondire e rispondere concretamente alle questioni sollevate, un’esperienza già praticata in circostanze analoghe. Io dal canto mio ho già annunciato un accesso agli atti, per rendere ancora più trasparente la procedura nel suo complesso, a partire dal parere del Servizio Giuridico del Territorio della Regione Emilia-Romagna, che individua il discrimine fra “allevamento esistente” e “nuovo allevamento” nella sussistenza o meno degli edifici, dichiarando che non è rilevante che questi siano effettivamente attivi. Un’interpretazione peraltro sottolineata dalla sentenza del TAR Emilia Romagna n.756/2021, su analoga situazione in altro allevamento, a sua volta confermata dalla sentenza del Cons. Stato, Sez. IV n.1761/2022” conclude la Rossi.

A sollevare il tema anche la consigliera di Europa Verde Silvia Zamboni che, ricordando l’inchiesta della trasmissione Report, ha chiesto alla giunta “se non ritenga opportuno – per quanto di sua competenza e al fine di accertare la fondatezza della denuncia di fonte giornalistica – disporre specifici controlli, in numero e frequenza proporzionali alle dimensioni produttive dell’azienda, sia sul pieno rispetto delle normative sul benessere animale sia sulle pratiche di allevamento avicolo in uso presso gli stabilimenti presenti sul territorio regionale mostrati nell’inchiesta di Report. In particolare, si chiede se non si ritenga opportuno verificare quali protocolli segua l’azienda per la gestione degli animali malati e sofferenti e quanto personale e quanti veterinari ha a disposizione per la cura di questi animali per ciascun stabilimento, nonché quali sono i dati sulla mortalità in azienda per le diverse tipologie di allevamento (convenzionale e biologico)”. Poi ancora: “La Regione intende utilizzare gli esiti dei succitati controlli per valutare la congruità o meno degli eventuali finanziamenti pubblici e/o agevolazioni concessi a quegli impianti e, a seconda degli esiti dei controlli di cui sopra, intende promuovere analoghi controlli presso gli altri impianti della stessa proprietà già autorizzati o in via di autorizzazione sul territorio regionale?”. La consigliera verde chiede all’amministrazione regionale di “incontrare il Comitato per la Valmarecchia per ascoltare le loro preoccupazioni in merito al nuovo mega allevamento di polli previsto in località Cavallara, fra i comuni di Maiolo, Novafeltria, San Leo e Talamello”.

A stretto giro arriva il commento del Comitato per la Valmarecchia.Probabilmente Irene Priolo afferma la verità quando – scrive –, parlando del nuovo allevamento intensivo Fileni di Maiolo, dice che “mai, quando mi sono rapportata con il territorio dell’Alta Valmarecchia, mi è stata rappresentata una qualche criticità sulla vicenda”. È così perché nel periodo intercorso tra l’avvio e la fine del procedimento unico regionale, citato da Priolo, i cittadini della valle non erano consapevoli di quello che stava accadendo. Priolo potrebbe rivedere questa considerazione se cercasse in rete le foto dell’incontro pubblico che si è tenuto a Novafeltria lo scorso 11 febbraio, il primo appuntamento in cui si è parlato del progetto in vallata“. Il Comitato non si ritiene quindi soddisfatto dalla risposta dell’assessore regionale e dice di ritenere che il procedimento unico regionale tratti in modo superficiale le emissioni di ammoniaca e di metano, “che dovrebbero essere materia di attenzione per chi si occupa di Transizione ecologica. E non sono a nostro avviso le uniche pecche di un iter che riconosce una presunta continuità aziendale in un sito produttivo chiuso dal 2009 e passato attraverso due proprietà“. Dal comitato arriva invece un ringraziamento alla consigliera regionale Zamboni che nella sua in interrogazione ha chiesto alla giunta di valutare un incontro proprio col nostro Comitato “per ascoltare le preoccupazioni in merito al nuovo mega allevamento di polli previsto in località Cavallara, tra i comuni di Maiolo, Novafeltria, San Leo e Talamello“.

Altre notizie