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bancarotta preferenziale

La società fallisce e il liquidatore non paga i creditori, condannato a 8 mesi

In foto: l'aula del tribunale collegiale di Rimini
l'aula del tribunale collegiale di Rimini
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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Dal fallimento di un'azienda del Riminese che fabbricava ombrelli, bottoni e chiusure lampo, è scaturita un'indagine della procura di Rimini, poi sfociata in un processo penale che ha visto la condanna del liquidatore - un 52enne residente a Rimini -, il quale, in qualità di legale rappresentante della ditta, avrebbe restituito circa 88mila euro ai tre soci ai danni dei creditori. Da qui il reato di bancarotta preferenziale, ipotizzato dall'accusa e riconosciuto dal tribunale collegiale di Rimini, che ha inflitto al liquidatore 8 mesi di reclusione (pena sospesa). Secondo la Procura, l'imputato, che avrebbe agito quando la società era in un conclamato stato di dissesto, prima della procedura fallimentare, nel corso del 2020 eseguì bonifici a titolo di restituzione finanziamento soci ai tre titolari, danneggiando così i creditori. 

La difesa, invece, rappresentata dall'avvocato Piero Venturi, ha sempre sostenuto che il denaro vantato in particolare da uno dei creditori fosse in discussione per una causa civile in corso. Da qui la decisione di non pagare un debito che all'epoca non era riconosciuto. Una tesi che il tribunale di Rimini evidentemente non ha sposato, condannando il 52enne. Riconosciute, però, le attenuanti generiche e il beneficio della non menzione della condanna nel certificato penale. Scontato da parte dell'imputato il ricorso in Appello una volta lette le motivazioni. 

 

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