Indietro
menu
Educazione alla Memoria

'La musica nei ghetti e nei campi nazisti'. Al via il seminario per le scuole

In foto: l'incontro nella sala del Consiglio Comunale
l'incontro nella sala del Consiglio Comunale
di Redazione   
Tempo di lettura 7 min
Gio 15 Gen 2026 17:42 ~ ultimo agg. 18:24
Tempo di lettura 7 min
In una Sala del Consiglio comunale piena di giovani si è svolta mercoledì pomeriggio la prima lezione del seminario 2026 dell'Attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini che quest'anno avrà come titolo “Tra tormento e libertà. La musica nei ghetti e nei campi nazisti".
Ad aprire il ciclo di incontri la straordinaria storia di Alice Herz Sommer, pianista nata nel 1903 a Praga e scomparsa nel 2014 all'età di 111 anni. Una donna che ha attraversato tutte le tempeste del Novecento senza mai perdere la strada di fronte ai dolori più profondi. Protagonista delle tormente del secolo breve – un secolo che per lei è stato lunghissimo – Alice Herz Sommer ha trascorso la sua vita suonando ogni giorno per tre ore, fino all'età di 109 anni, tenendo in vita con i suoi racconti e le sue interviste la memoria, pubblica e privata, del proprio passato. Per anni è stata la pianista più longeva dei due mondi e per molto tempo la più anziana sopravvissuta della Shoah. La sua esistenza ha toccato e oltrepassato i limiti del Novecento, diventando testimone perfetta di quel secolo folle.
A condurre la narrazione dal titolo "In questo tempo, in questa tempesta. Il secolo senza fine di Alice Herz Sommer", che ha catturato l’attenzione dei ragazzi per oltre 2 ore,  è stato Guido Barbieri, figura poliedrica nel mondo della musica e della cultura, voce storica di Rai Radio 3 dal 1980, critico musicale per La Repubblica e attualmente per Il Manifesto, docente di Storia della Musica nei Conservatori e autore di saggi su Händel e Mozart oltre che di testi e libretti per opere musicali e radiodrammi spesso legati a temi di diritti umani e memoria storica.
Si trattava della prima delle lezioni previste nel calendario del seminario che, da gennaio a maggio , coinvolgerà questo gruppo di circa 130 studenti e studentesse delle classi quarte di tutti i Licei e Istituti superiori del Comune di Rimini. Il programma pedagogico e culturale di Educazione alla Memoria, si svolge ogni anno dal 1964, attraverso un percorso specifico di formazione con lezioni, incontri, laboratori, spettacoli e concerti. Due sono gli aspetti principali che verranno esplorati quest’anno: la musica come imposizione, strumento di sottomissione e tormento per i prigionieri dei lager – dunque come forma di violenza – e la musica come resilienza, spazio di libertà e fuga dall'orrore quotidiano, persino come possibilità di sopravvivenza per i membri di alcune orchestre dei campi. Attraverso le storie individuali di musicisti, compositori e cantanti di talento, uomini e donne, ebrei e non ebrei, il seminario racconterà come un regime ha tentato di addomesticare la musica senza riuscirci del tutto, stimolando una riflessione sul potere dell'arte nel rigenerare lo spirito, produrre bellezza e trasmettere messaggi di resistenza spirituale al male.

L'Attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini si realizza con il coordinamento didattico del professor Marco Strocchi e grazie alla partecipazione dell'Istituto per la storia della Resistenza e dell'Età contemporanea della provincia di Rimini.
Gli altri appuntamenti del seminario, da febbraio a maggio 
Le prossime lezioni, tenute da docenti, storici ed esperti della materia, approfondiranno diversi aspetti del tema scelto: lunedì 2 febbraio Marco Strocchi, docente di storia e filosofia, parlerà de "Il nazismo e i campi di concentramento", ripercorrendo la nascita del primo lager a Dachau nel 1933 e il sistema concentrazionario che divenne il nonluogo centrale nel progetto totalitario nazista. Il 23 febbraio Laura Fontana, storica della Shoah, racconterà "L'orchestra femminile di Auschwitz. Sopravvivere con la musica", narrando la storia delle prigioniere che per 18 mesi, da aprile 1943 a ottobre 1944, furono costrette a suonare per i loro carnefici in bilico tra speranza di sopravvivenza e angoscia. Il 2 marzo Giorgio Rizzoni, docente di storia e filosofia, illustrerà "Chi salva una vita salva il mondo intero. Storie di Giusti al tempo della Shoah", onorando coloro che a rischio della vita protessero cittadini ebrei dalle persecuzioni nazifasciste. Il 16 marzo Maria Rosaria Di Dedda, responsabile sezione didattica ISRIC-Rimini, affronterà "La musica degenerata: il jazz nell'Italia fascista e nella Germania nazista", analizzando come i regimi totalitari censurarono questo genere musicale considerato espressione di libertà e resilienza. Il 20 aprile Francesca Panozzo, direttrice ISRIC-Rimini, racconterà "Mario Finzi, un ragazzo fantastico. Tra antifascismo e musica", la vita del giovane pianista e antifascista bolognese morto ad Auschwitz nel 1945. Il percorso si completerà con un laboratorio/spettacolo nella Sala Musica del Teatro Galli, con tre date a scelta tra l'8 e il 10 aprile, dal titolo "La zona grigia. Un esperimento di memoria attiva" a cura di Archiviozeta e Fondazione Scuola di Pace di Montesole, che stimolerà riflessioni sulla complessità morale attraverso la vicenda di Chaim Mordecai Rumkowski, presidente del ghetto di Łódź (Polonia annessa al Reich). I ragazzi e le ragazze sono invitati ad assistere al concerto realizzato in collaborazione con l'Istituto Lettimi-Maderna intitolato "Fra cielo e terra: il campo di Theresienstadt e la musica dei bambini" che si svolgerà presso il Teatro Galli in occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio alle ore 21.00.

In coerenza con il tema scelto, la destinazione del viaggio studio di quest'anno sarà la Repubblica Ceca: Praga e Terezín. Nell'autunno 2026 un gruppo di circa 50 studenti e studentesse che hanno frequentato il seminario parteciperà a un viaggio di tre-quattro giorni che farà tappa a Praga, dove si visiteranno i luoghi della presenza ebraica, e all'ex campo e ghetto di Theresienstadt. Il viaggio è co-finanziato dall'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.
"Quest'anno proponiamo ai ragazzi un tema a loro vicino, la musica, che prende in esame un contesto più ampio della Shoah – spiega Fabio Cassanelli, responsabile dell'Attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini –. Come abbiamo visto nella prima lezione di ieri pomeriggio, con la storia di Alice Herz Sommer, la musica fu per molti deportati uno spazio di resistenza spirituale al male. Ma la musica sotto il regime nazista venne anche piegata a strumento di propaganda, di controllo ideologico e di violenza. Mentre venivano celebrati i grandi compositori della tradizione tedesca, altri generi musicali come il jazz e lo swing, con i loro ritmi liberi e improvvisati, vennero cancellati, vietati, silenziati perché giudicati una minaccia all'ordine razziale imposto dal regime. Questo ci porta a riflettere su come l'arte possa essere utilizzata sia per opprimere che per liberare".
 
"Il progetto di educazione alla memoria quest'anno giunge alla 62esima annualità – sottolinea Francesca Mattei, assessora alla memoria e alle politiche giovanili –. E’ un progetto che va avanti dal lontano 1964, quando erano trascorsi meno di 20 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ogni anno scegliamo di approfondire un tema che sia un filo rosso tra la storia della Shoah e l'attualità, perché crediamo fortemente che la storia insegni soprattutto a vivere il presente. Riflettere su queste vicende non significa guardare solo al passato ma significa assumersi una responsabilità: custodire la memoria, praticare la democrazia, educare al pensiero critico, riconoscere i segnali dell'odio e della discriminazione, difendere il valore della dignità umana. In un momento così cruciale della nostra storia, vogliamo consegnare ai giovani la sfida di costruire una società più inclusiva.”
Altre notizie