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finto avvocato a processo

La madre muore in un incidente, le figlie truffate da un amico di famiglia

In foto: i controlli della Guardia di finanza (repertorio)
i controlli della Guardia di finanza (repertorio)
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Gio 16 Feb 2023 16:06 ~ ultimo agg. 6 Giu 10:40
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Il prossimo 5 giugno comparirà davanti al tribunale monocratico di Rimini per rispondere di truffa aggravata, appropriazione indebita aggravata ed esercizio abusivo della professione. Sono questi i capi d’imputazione nei confronti di un 57enne riminese accusato di aver sottratto indebitamente oltre 200mila euro a due sorelle di origine sudamericana che nel 2017 persero la madre in un tragico incidente stradale avvenuto a Rimini.

Le due ragazze, che all’epoca avevano 22 e 17 anni, si ritrovarono improvvisamente sole, travolte da un lutto terribile. In loro soccorso arrivò il 57enne riminese, un tempo legato sentimentalmente alla madre, che si offrì di aiutarle a districarsi nel marasma di cavilli delle pratiche assicurative e a sbrigare una serie di adempimenti burocratici. Un gesto che, secondo l’accusa, si rivelerà tutt’altro che disinteressato dal momento che l’uomo avrebbe carpito la loro fiducia per impossessarsi in maniera non esattamente limpida di una parte del patrimonio ottenuto dalle due giovani dopo la perdita della madre. Entrambe, infatti, furono risarcite con 760mila euro a testa. Un bel gruzzolo che nel triennio 2017-2019 sarebbe diminuito a causa delle movimentazioni sospette operate dall’uomo, che aveva accesso ai loro conti correnti.

Attraverso accurate indagini, la Guardia di finanza di Rimini ha contestato al 57enne, che avrebbe agito in forza dei poteri di delega, l’appropriazione indebita di 95 mila euro alla sorella maggiore e 71 mila euro alla minore. Stando alla ricostruzione dell’accusa, pur non essendo iscritto all’Ordine degli avvocati e non avendo mai ottenuto l’abilitazione, l’imputato avrebbe messo in atto una serie di azioni ingannevoli, tipiche appunto della professione forense, come sottoscrivere l’atto di quietanza rilasciato dalla compagnia assicurativa, autenticare le firme degli eredi, presentarsi come avvocato durante un controllo della polizia Locale e addirittura patrocinando le due sorelle davanti al tribunale di Rimini.

Al finto avvocato viene imputata anche la truffa aggravata per aver indotto con l’inganno la sorella maggiore a versare 60 mila euro (in realtà non dovuti) per l’estinzione di un diritto di usufrutto su un immobile acquistato, che era di proprietà dei fratelli dell’imputato, risultati estranei al raggiro. Le due giovani, che oggi hanno rispettivamente 28 e 22 anni e vivono ancora a Rimini, si sono costituite parte civile attraverso il loro legale di fiducia, l’avvocato Enrico Graziosi. Il 57enne, che ieri è stato rinviato a giudizio dal gup Vinicio Cantarini, è difeso dall’avvocatessa Angelica Iannone.

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