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La lettera di saluto di Elisa Marchioni, direttore dimissionario di Radio Icaro

di Redazione   
Tempo di lettura 6 min
Mar 20 Giu 2006 11:31 ~ ultimo agg. 11 Mag 17:29
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Cari amici,
cari sacerdoti con cui ho condiviso il cammino,
care persone incontrate in questi anni di lavoro a Radio Icaro

sabato ho accettato l’incarico di assessore nella nuova giunta comunale di Rimini. Il mio ambito saranno le politiche educative e scolastiche, quindi dai nidi, agli asili, alla scuola; all’Università, fino ad una nuova delega, che ha come obiettivo la qualità di vita dei bambini. Non c’è una incompatibilità sancita dalla legge, ma per correttezza e rispetto per il nuovo e il passato incarico, mi sono immediatamente dimessa dal ruolo di direttore di Radio Icaro, Newsrimini ed éTV: non si può essere controllore e controllato, e sono convinta che la redazione debba conservare intera la libertà di valutare e criticare l’amministrazione. Sto già passando le consegne, da lunedì e nei prossimi 5 anni, farò solo l’assessore.
Non sono mai stata iscritta né vicina ad alcun partito, e più che interrogarmi sul centro-destra o sul centro-sinistra, alla proposta di un impegno in giunta, mi sono chiesta se mi sentivo di tirarmi indietro davanti all’opportunità di operare, da un altro punto di vista rispetto a prima, per le persone e la città.
Ho così accettato di intraprendere questa nuovo percorso, dopo titubanze e tanti dubbi, perché credo che possa esistere una politica fatta a servizio delle persone e del bene comune; e mi impegnerò per metterla in pratica. Per svolgere un servizio e non per gestire un potere, per mediare ma non per scendere a compromessi, per ascoltare, capire e cercare soluzioni ai problemi e non per cercare consensi personali. Non sono migliore di altri, non ho il diritto di giudicare né posso prevedere cosa sarò capace di costruire: ma lavorerò ogni giorno, come ‘servo inutile’, mettendo in gioco i doni che Dio mi ha dato. In giunta, sono considerata ‘in quota’ al mondo cattolico, più che a una coalizione; è una grande responsabilità, di cui sono consapevole e felice, ma fa tremare davvero i polsi; e mi dà da un lato una maggiore libertà, ma dall’altro mi rende anche più indifesa davanti ad eventuali critiche per mancanze vere e presunte, che fanno parte del modo attuale di fare politica. Cercherò sempre di lasciare la parola ai fatti. Ma voi, pregate per me! Perché riesca, come Alberto Marvelli: che non ha mai smesso di indicare la preghiera e l’Eucarestia come la più grande fonte di ogni bene, ma a chi chiedeva case nella Rimini distrutta del dopoguerra, ha saputo dare case.
Vedete, sono già diventata più ‘politica’ di ieri!
Con questo spirito inizio il nuovo percorso; mi restano però alcuni saluti e ringraziamenti che tengo a fare; se infatti è molto l’entusiasmo per il nuovo incarico, non nascondo che sia anche un grande dispiacere lasciare la radio, lo staff, il mio lavoro, le persone che ci sono state vicine.
E’ stato un onore, una fonte di grande gioia e gratificazione lavorare, in questi quasi dodici anni, per la nostra realtà ecclesiale e cittadina. Grazie per il supporto, l’affetto che mi ha circondato, anche per le critiche e gli stimoli che ci hanno aiutato a crescere: non fatene mancare a chi continuerà il lavoro.
Grazie al Vescovo Mariano, a Mons. Aldo Amati e al Consiglio di amministrazione della radio, che hanno avuto fiducia in me, affidandomi, tanto tempo fa, la responsabilità sulla radio. Grazie per l’affetto con cui mi sono sentita sempre seguita, e per il rispetto con cui mi hanno lasciato crescere e lavorare liberamente, con piena responsabilità sul percorso da seguire: mi avete regalato una straordinaria occasione di crescita professionale e una splendida avventura personale.
Grazie per aver creduto anche prima di noi, e con noi, che la comunicazione sia una frontiera cruciale per il mondo cattolico. Ricordo il primo colloquio, con don Giovanni Tonelli, i primi passi a Radio Icaro…: grazie per il tuo grande affetto, per le tue intuizioni (la radio non ci sarebbe, altrimenti), e gli stimoli continui.
Grazie alle persone che hanno condiviso il percorso in questi anni. Grazie a ciascuno: abbiamo fatto tanta strada. Quando sono arrivata, nel ’95, la radio da un anno ritrasmetteva la stessa bobina musicale con un apparecchio tanto vecchio che spesso mandava il nastro a rovescio… mi vengono in mente le tre o quattro notti passate, tutti insieme, conduttori, giornalisti, tecnici e amici, centinaia di cavi arrotolati alle braccia, per cablare i cavi della sede di via Cairoli; i mixer nelle scatole di cartone; le corse, ogni domenica mattina e ogni primo gennaio, per la regia automatica che si bloccava; l’unica prova prima del primo telegiornale… Ora –permettetemi un pochino di orgoglioso affetto- la porta dell’ufficio è sempre quella che ho dipinto io, e si vede, ma è cresciuta una squadra preparata, un’affiatata e talentuosa redazione giornalistica e un brillante staff che conduce anche programmi nazionali, in grado di affrontare con competenza le sfide che il futuro porterà. Molto abbiamo fatto, e molto resta da fare, per cui, buon lavoro ancora!
Rispetto alla crescita delle persone, non ho grande merito, se non quello di avere cercato di creare fra tutti un’armonia di squadra, partendo da un ‘minimo comun denominatore’ di passione e correttezza che spesso è andato oltre, divenendo condivisione vera, tenendo chiari gli obiettivi di servizio alle persone: essere sereni e sapere di poter contare sull’aiuto di tutti è indispensabile quando la mole di lavoro è tanta. Siamo cresciuti insieme, con amicizia e affetto, discutendo ogni giorno in redazione, nelle riunioni, dando il proprio contributo, mettendo insieme passione, creatività, talento e idee. Attraversando con dignità i momenti meno felici.
Grazie anche alle tante persone che ci sono stati vicini con simpatia e affetto, senza farci mai mancare un consiglio, uno stimolo, un parere o un’intervista, magari chiesta all’ultimo minuto. Grazie in particolare ai sacerdoti, che ci hanno sempre seguito nonostante i tanti impegni, e grazie alle nostre comunità ecclesiali: abbiamo sentito il ‘tifo’ per le cose meglio riuscite, da parrocchie, associazioni e movimenti. Continuate a lavorare con i nostri media: la sfida per una cultura cattolica che sappia incidere e cambiare le cose passa attraverso una buona capacità di comunicare.
Grazie a tutti -è così difficile questo saluto-! Grazie Simona, Maurizio, Markino, Andrea, Lucia, Daniela, Sara, Serena, Michelangelo, Roberto, Francesco, Maurizio, Michela, Marco, Mirco, Melissa, Sara, Francesco, Robi B, Enrico, Florencia, Stefano, Eleonora, grazie a tutti: è stato un grande onore lavorare al fianco di persone così ricche di passione e talento.
Ogni giorno, venire a lavorare insieme a tutti voi è stato un piacere. Ci sono stati anche giorni complicati, ma mi sono sentita sempre a casa. E non è poco.
Grazie ancora a tutti, e buona continuazione: so che saprete fare cose bellissime.

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