Inseguita con un coccio di vetro: dopo 10 anni di abusi, marito a processo
Dieci anni di maltrattamenti, denigrazioni quotidiane e minacce di morte continue. Un incubo familiare consumatosi tra le mura domestiche del Riminese, alimentato dall'abuso abituale di alcol e dall'assunzione impropria di psicofarmaci. Protagonista un uomo di 57 anni, di origine albanese e residente a Rimini, accusato di aver instaurato un clima di costante sopraffazione e ansia nei confronti della moglie connazionale di 48 anni, e dei due figli conviventi, fratello e sorella.
L'escalation di violenza è culminata nella serata del 9 luglio scorso: l'uomo, in preda a uno scatto d'ira, ha infranto un bicchiere in cucina e si è scagliato con in mano un coccio di vetro appuntito contro la donna, accusata in maniera infondata di averlo tradito. Costretta a fuggire dall'abitazione per salvarsi, la 48enne ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Il genitore nel corso degli anni, con i suoi comportamenti violenti, ha minato - secondo la Procura - lo sviluppo e la serenità psicofisica dei figli, in particolare della ragazzina, vittima di crisi depressive.
Alla luce dell'evidenza delle prove raccolte dai carabinieri di Rimini, il sostituto procuratore Luca Bertuzzi ha richiesto il giudizio immediato. L'istanza è stata accolta dal gip di Rimini Alessandro Capodimonte, che ha disposto la citazione a giudizio per maltrattamenti aggravati, davanti al giudice monocratico, per il prossimo 14 dicembre. L'imputato, difeso di fiducia dall'avvocato Marco Lunedei, è attualmente sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata con obbligo di cura.










