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Oltre 100 segnalazioni

Inquinamento acustico: 15 verbali elevati tra feste, schiamazzi e locali

In foto: l’assessore Juri Magrini
l’assessore Juri Magrini
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Ven 30 Mag 2025 12:53 ~ ultimo agg. 2 Giu 13:21
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Oltre un centinaio di segnalazioni e 15 verbali elevati. Questo il bilancio da Capodanno ad oggi dei controlli effettuati dalla Polizia Locale di Rimini sul contrasto all’inquinamento acustico. Il riferimento è il regolamento che disciplina le emissioni sonore provenienti da attività pubbliche e private, stabilendo i limiti e modalità di controllo. Le sanzioni, in particolare, hanno riguardato i festeggiamenti notturni per il Capodanno nella zona di Miramare, gli esercizi pubblici e le manifestazioni musicali in centro. Ma non sono mancati casi di schiamazzi e rumori eccessivi in vie come Tosca, Modena, Sacconi, Trapani, Tripoli e altre arterie cittadine. Nel complesso, invece, le segnalazioni con esposti scritti o a chiamata arrivate alla Centrale radio operativa da gennaio a maggio, parlano di 52 cantieri, 80 pubblici esercizi coinvolti, 32 casi di schiamazzi, 4 manifestazioni, 3 esercizi di vicinato, 2 strutture ricettive e 2 scuole di ballo. Ci sono però anche un bagno, un allarme privato, una festa privata e un’officina.

Siamo consapevoli che la quiete pubblica è fondamentale per la qualità della vita quotidiana dei nostri cittadini e dei turisti che arrivano da noi - è il commento dell’assessore alla Polizia Locale del Comune di Rimini, Juri Magrini -. Proprio per questo le donne e gli uomini della Locale, tra le varie attività che svolgono, sono anche costantemente impegnati ad applicare lo specifico regolamento comunale sul rumore, specialmente d’estate. Con questo strumento legislativo, è bene sottolinearlo, non intendiamo portare avanti una campagna di tipo meramente punitivo, una linea coerente per garantire il rispetto reciproco, soprattutto nelle aree più densamente abitate. Lo scopo è sempre quello di armonizzare il divertimento e la 'movida' con il rispetto anche degli altri. Solo grazie alla partecipazione attiva di tutti possiamo conciliare una città viva con il ‘diritto al riposo’

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