Inquadramento ed educatore di plesso: per le scuole di Cattolica trovato l’accordo
Ad un anno dall’inizio della mobilitazione, le educatrici e gli educatori delle scuole di Cattolica annunciano il raggiungimento di importanti obiettivi come l’adeguamento dei livelli di inquadramento, il riconoscimento di ore di formazione retribuite e soprattutto l’accoglimento della proposta di introduzione della formula organizzativa del “educatore di plesso” nel prossimo appalto da parte dell’Amministrazione Comunale cattolichina.
Era la fine di gennaio dello scorso anno quando le educatrici e gli educatori del servizio educativo scolastico del Comune di Cattolica, che lavorano con studenti e studentesse diversamente abili, denunciavano una situazione divenuta insostenibile a causa di diverse problematiche emerse con la Cooperativa sociale Quadrifoglio, il nuovo ente gestore del servizio in appalto, subentrato con il nuovo bando comunale da settembre 2020.
Il malcontento si è quindi trasformato in mobilitazione e ha visto gli educatori e le educatrici, organizzati con il sindacato ADL Cobas, protagonisti in molti incontri con i responsabili della cooperativa e con il Comune di Cattolica e nella manifestazione in piazza Roosevelt dello scorso 8 maggio dietro lo slogan “Basta appalti al ribasso. Non siamo lavoratori\trici di serie B!”
Il 30 novembre c’è stato un incontro con la Sindaca Foronchi e l’Assessore Vaccarini nel quale sono state accolte le richieste dei rappresentanti degli educatori e delle educatrici per l’introduzione della formula organizzativa del “educatore di plesso” nel nuovo appalto “a tutela della continuità e stabilità di lavoro e retribuzione per lavoratori\trici e per il miglioramento della qualità del servizio, superando così definitivamente quella sorta di “lavoro a chiamata o cottimo” che ha purtroppo sempre caratterizzato questo lavoro”.
Per questo ADL Cobas auspica l’introduzione di questa modalità organizzativa in tutti i Comuni della Provincia e oltre, anche al fine di omogeneizzare e non frammentare la tipologia di intervento educativo nel territorio. Resta fondamentale, per ADL Cobas, “continuare ad evidenziare come sia in ogni caso lo stesso sistema di esternalizzazione di questi servizi pubblici tramite gare d’appalto la principale causa della precarietà e bassa retribuzione degli educatori e delle educatrici, che restano personale esterno nelle scuole pubbliche e che hanno più volte dichiarato di voler continuare a lottare fino all’internalizzazione e la parificazione alle condizioni delle altre figure lavorative della Scuola pubblica”.












