Inizia la quaresima. Il Vescovo: auguro un tempo di ascolto interiore
Ad un mese dal suo ingresso in Diocesi, il vescovo Nicolò Anselmi, è pronto a vivere il tempo forte della Quaresima da pastore della sua nuova chiesa. Lo fa con lo spirito di chi si sta immergendo nella realtà locale, tra celebrazioni e incontri nelle comunità, ma con un tempo anche trascorso tra la gente, come le feste di carnevale a cui ha partecipato nel fine settimana appena trascorso: “In una situazione, vestito con la talare nera e lo zucchetto violaceo di ritorno dalla celebrazione di una cresima, una persona mi ha simpaticamente scambiato per una maschera” scrive nel messaggio di inizio quaresima e pubblicato anche sulle pagine del sito del settimanale Il Ponte, in occasione del mercoledì delle ceneri. Un messaggio scritto, ma anche uno in video, per arrivare attraverso i media diocesani al maggior numero di persone. Il vescovo invita i fedeli ad “un tempo di silenzio, di raccoglimento, di interiorità per ascoltare ciò che Dio vuole dire ad ognuno di noi per il bene della nostra vita e di chi è vicino a noi“.
Un messaggio con cui raggiunge credenti e non credenti perché per tutti questo tempo possa essere prezioso: Dio parla – scrive il vescovo – attraverso la realtà, le persone che sono intorno a noi, le situazioni, le sofferenze di chi ci è accanto. Chi è credente può ascoltare la Parola di Dio che ogni giorno viene proposta nella liturgia, rintracciabile facilmente anche grazie ai nostri cellulari. Chi non è credente può ascoltare con profondità la propria coscienza, nutrita dai gesti e dalle vite di chi cammina con noi.
Il messaggio del vescovo
È passato circa un mese da quando sono arrivato tra voi a Rimini. Ringrazio Dio e tutti coloro che mi hanno accolto in Romagna per il calore, la simpatia, la fiducia, il sorriso, la generosità.
Nei giorni passati ho avuto la gioia di partecipare all’allegria di bambini e adulti per il carnevale, nei paesi, nelle parrocchie, per la strada. In una situazione, vestito con la talare nera e lo zucchetto violaceo di ritorno dalla celebrazione di una cresima, una persona mi ha simpaticamente scambiato per una maschera.
Nella nostra bella città di Rimini, che sfoggia evidenti radici romane, forse non tutti sanno che la più probabile etimologia di ‘carnevale’ sia quella latina di ‘carnem vale’, cioè ‘addio carne’, un modo simpatico di dire che sta arrivando la Quaresima e che fino a Pasqua, in chiave penitenziale, sia necessario per i cristiani salutare le pietanze di carne.
In effetti oggi, 23 febbraio, inizia, con il gesto dell’imposizione delle Ceneri, un tempo molto importante per la vita della Comunità Cristiana. I quaranta giorni che separano il mercoledì delle Ceneri dalla Pasqua si ispirano prima di tutto ai quaranta giorni vissuti da Gesù nel deserto.
Gli evangelisti raccontano che Gesù fu condotto dallo Spirito Santo nel deserto per essere tentato dal diavolo. Il deserto, secondo la Bibbia, non è dunque solo un luogo di sofferenza, di arsura, di sete; è prima di tutto il luogo della presenza di Dio che ci vuole parlare, che vuole farsi sentire vicino. Grazie alla presenza di Dio Padre, Gesù resisterà alle tentazioni del maligno.
La Quaresima è quindi un tempo di silenzio, di raccoglimento, di interiorità per ascoltare ciò che Dio vuole dire ad ognuno di noi per il bene della nostra vita e di chi è vicino a noi.
Dio parla attraverso la realtà, le persone che sono intorno a noi, le situazioni, le sofferenze di chi ci è accanto. Chi è credente può ascoltare la Parola di Dio che ogni giorno viene proposta nella liturgia, rintracciabile facilmente anche grazie ai nostri cellulari. Chi non è credente può ascoltare con profondità la propria coscienza, nutrita dai gesti e dalle vite di chi cammina con noi.
Auguro a me e a tutti voi una Quaresima serena, silenziosa, capace di dedicare un po’ di tempo all’interiorità. Sono certo che arriveremo a Pasqua con qualche novità nel cuore, qualche luce nuova; sarà ancora più bello mostrarlo con opere d’amore nuove e luminose.
Probabilmente saremo tentati di cedere alla fretta, al rumore; forse saremo anche tentati di dire “non ci riesco”, “abbandono”. Ricominciamo! È bello sapere che tutta la Chiesa sta camminando sulla nostra stessa strada.
Buon cammino a tutti noi!
mons. Nicolò Anselmi
Vescovo di Rimini












