Incontrarsi e dirsi addio: i sei mesi ‘intermittenti’ di Volare al Fellini
Prima la Ryanair, oggi a Forlì, poi una compagnia che è finita in questi giorni su tutte le prime pagine per la grave situazione finanziaria.
Sei mesi, giorno più, giorno meno, per incontrarsi e dirsi addio. Volare e l’aeroporto Fellini di Miramare avevano incrociato le loro rotte l’anno scorso, per il collegamento con Londra.
Un volo su cui Aeradria, come spiegò all’epoca il presidente Morelli, aveva importanti aspettative: arrivava infatti proprio due anni dopo il brusco divorzio con la Ryanair, accusata di insolvenza dei crediti stabiliti.
Grazie alle tariffe competitive, quelle iniziali erano di 10 euro, il volo ebbe un discreto riscontro. La destinazione, lo scalo londinese di Gatwick, per passare poi a Luton alla fine dell’estate.
Ma le avvisaglie erano dietro l’angolo.
A novembre, la compagnia sospese momentaneamente il collegamento, causa riorganizzazioni interne, e annunciò che i voli settimanali passavano da 5 a 4. A dicembre, altri dieci giorni di attività poi, il 19, l’annuncio di una nuova sospensione dovuta alla ristrutturazione dell’azienda. “Il volo riprenderà a primavera” – si annunciava. Ma la ristrutturazione rimase sulla carta e l’esperienza riminese di Volare finiva lì: nonostante ad Aeradria la compagnia non avesse mai creato problemi, a parte crediti ormai inesigibili, la dirigenza del Fellini aveva capito l’antifona. E a quelli di Volare non li hanno più cercati. Oggi sul suo sito volareweb annuncia la cancellazione dei voli e la sospensione delle vendite. La compagnia, alla faccia dell’eufemismo, si scusa per il “disagio”. Rimini e Londra restano ancora separate ma, leggendo in questi giorni il racconti dei passeggeri lasciati letteralemtne a piedi a Volare, questa volta forse è stato meglio così.










