Incidenti, la metà delle vittime è "utente debole". Le moto le più pericolose
Motociclisti, ciclisti e pedoni sono i cosiddetti ‘utenti vulnerabili’ della strada e, purtroppo, rappresentano quasi la metà delle vittime degli incidenti stradali in Emilia-Romagna: dei 273 decessi del 2024 135 appartenevano a questa categoria. In particolare in Regione un morto su quattro, in incidente stradale, viaggia a bordo di un motociclo. A Rimini, dal 2015 al 2024, sono stati 55 i decessi tra gli utenti vulnerabili, 19 a piedi, 15 in bici, 21 in moto e quasi 6mila i feriti. Tre le vittime nel 2024 con 582 feriti, 305 proprio in moto. Ed è proprio agli utenti vulnerabili che si rivolge ‘Guardiamoci negli occhi’, la campagna dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale che avrà come testimonial, in questo primo step dedicato alle moto, il creator Luca Bellei che a bordo dello scooter elettrico, intercetterà motociclisti, scooteristi, automobilisti e passanti per coinvolgerli in interviste e challenge sulla sicurezza stradale e i fattori di rischio alla guida.
I consigli per motociclisti e scooteristi
In Emilia-Romagna un morto su quattro, in incidente stradale, viaggia a bordo di un motociclo (dato 2024): la libertà di movimento che si ha in moto e in scooter può rappresentare dunque una grande vulnerabilità. Come ricorda la campagna dell’Osservatorio, ciascuno di noi può fare la propria parte per rendere le strade un luogo più sicuro: a partire da un abbigliamento adeguato, e alla protezione della testa e degli occhi con casco e visiera. Occorre poi prestare massima attenzione al fondo stradale, al peso del bauletto, al freno posteriore in curva e a tenere pulito il parabrezza. Ancora, serve prudenza rispetto ai comportamenti degli altri utenti della strada, al sorpasso e al trasporto di un passeggero. Agli automobilisti e agli altri conducenti è richiesta la massima cautela nei confronti dei motociclisti e degli scooteristi: sono meno visibili rispetto ad altri mezzi e pertanto più vulnerabili.
I dati in provincia di Rimini
A Rimini, dal 2015 al 2024, si sono verificati complessivamente 55 decessi tra gli utenti vulnerabili, di cui 19 a piedi, 15 in bici, 21 in motociclo. Nel 2015, i decessi sono stati in tutto 7 (3 a piedi, 1 in bici, 3 in motociclo); nel 2019 si sono registrati i numeri più elevati, con 10 decessi (5 a piedi, 3 in bici, 2 in motociclo); l'anno successivo, in periodo Covid, si è registrato un dimezzamento, con 5 vittime (1 a piedi, 2 in bici, 2 in motociclo); nel 2024 le vittime sono state 3, di cui 2 in bici e 1 in motociclo.
Sempre a Rimini, dal 2015 al 2024, ci sono stati complessivamente 5.791 feriti tra gli utenti vulnerabili, di cui 983 a piedi, 2.067 in bici, 2.741 in motociclo. Nel 2015, i feriti sono stati in tutto 578 (93 a piedi, 194 in bici, 291 in motociclo); nel 2019 si sono contati 619 feriti (87 a piedi, 233 in bici, 299 in motociclo); l'anno successivo, in periodo Covid, i feriti sono diminuiti, arrivando a quota 428 (72 a piedi, 164 in bici, 192 in motociclo). Infine, nel 2024, i feriti sono stati 582, di cui 102 a piedi, 175 in bici e 305 in motociclo.
Guardiamoci negli occhi
La campagna ‘Guardiamoci negli occhi’ organizza due iniziative in ciascuna delle città capoluogo dell'Emilia-Romagna, dove due creator e testimonial - Luca Bellei per la parte dei motociclisti e Paolo Franceschini per la parte dei ciclisti - gireranno per intercettare e coinvolgere le persone che ogni giorno, a vario titolo, condividono la strada. I due creator ricorderanno le diverse vulnerabilità degli utenti, richiamando ciascuno alla responsabilità reciproca e all'importanza del rispetto delle regole e di comportamenti corretti. Gli eventi hanno lo scopo di coinvolgere i passanti, creare dei momenti di condivisione dal vivo e contenuti da veicolare tramite i canali social, per intercettare più persone possibili: ogni volta verrà generato un reel dedicato all’evento in una città.
Il dialogo tra i testimonial e le persone ‘intercettate’ sarà dinamico e divertente: l’obiettivo è far arrivare i messaggi a più gente possibile, trovando un equilibrio tra una corretta informazione e un approccio leggero e positivo. L’attività si baserà sul gaming e l’interazione: questo permetterà di coinvolgere più facilmente il pubblico dal vivo, invogliando al tempo stesso chi usa i social a seguire i contenuti. I testimonial coinvolgeranno i passanti e faranno una serie di domande sui loro comportamenti in strada, aprendo così una riflessione per trovare insieme la risposta corretta e incentivare il cambiamento.
In occasione del primo evento, in ogni città capoluogo viene organizzato, in collaborazione con l’amministrazione locale, un momento di confronto con rappresentanti delle realtà istituzionali e associative attive su queste tematiche per raccogliere stimoli utili a orientare le prossime azioni.












