Inchiesta Polizia Locale. Magrini: non sapevamo di condotte con estremi da reato
E' arrivata nel pomeriggio, tramite comunicato stampa, da parte di Fratelli d'Italia di Rimini la richiesta delle dimissioni dell'assessore Juri Magrini e del comandante Andrea Rossi, la cui moglie è indagata, "come formale atto di assunzione di responsabilità politica e dirigenziale" sull'inchiesta che riguarda otto agenti del Nucleo Falchi della Polizia Locale. "Quanto emerso così come riportato dalla stampa locale" per Fratelli d'Italia "solleva interrogativi che vanno ben oltre le responsabilità dei singoli indagati, i quali meritano, come tutti, le più ampie tutele difensive, nell’ottica di quel garantismo che da sempre contraddistingue gli scriventi e il nostro partito tutto. E’ proprio per questo motivo che si è deciso di attendere il provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari prima di intervenire sulla vicenda".
"Rimane, però, la questione politica. Il Tribunale di Rimini, da quanto risulta, ha infatti evidenziato criticità e condotte conosciute dal Comando della Polizia Locale e dell’Amministrazione comunale, giudicando tardivi e insufficienti gli interventi adottati dal Comune di Rimini. Chi doveva controllare? Quando sono emerse le prime segnalazioni? Quali informazioni sono arrivate ai vertici del Comando e del Comune? Quali provvedimenti sono stati adottati?", chiede Fratelli d'Italia.
Nel tardo pomeriggio la questione è poi arrivata in Consiglio Comunale con l'interrogazione di Carlo Rufo Spina: «Già l'8 ottobre avevo prospettato la possibilità che il gip accogliesse le istanze cautelari avanzate dalla Procura della Repubblica, senza ricevere le dovute risposte da parte del Comune", ha premesso il consigliere di Fratelli d'Italia, sottolineando anche l'assenza alla seduta del sindaco. "Adesso, a seguito di questa ordinanza del giudice per le indagini preliminari che confermerebbe addirittura — pare, non l'abbiamo ancora letta, ma chiedo alla Giunta — che il sindaco e il Comune fossero da anni a conoscenza dei fatti in corso di accertamento". La richiesta al sindaco è "di riferire in merito alla presente vicenda, con particolare riguardo alla circostanza se il Comune di Rimini e il corpo di Polizia Locale siano stati colti di sorpresa da questa indagine o se, diversamente, vi fossero state segnalazioni o indagini interne in tal senso".
Chiedendo di conoscere nello specifico i comportamenti contestati contenuti nell'ordinanza del Gip. Rufo Spina ha chiesto "se il Comune di Rimini si costituirà parte civile nel presente procedimento penale. E che cosa intende fare il Comune per prevenire per il futuro che si verifichino fatti analoghi, ove accertati e confermati. Io devo ancora capire, assessore Magrini — lo dico senza polemica — se il Comune di Rimini in questa vicenda si ritiene parte offesa o si ritiene parte imputata.»
La risposta dell'assessore alla Polizia Locale Juri Magrini: "L'amministrazione comunale non era a conoscenza di condotte di dipendenti appartenenti al corpo che potessero integrare gli estremi dei reati contestati agli otto dipendenti indagati. Gli otto agenti indagati sono stati sospesi cautelarmente dal servizio in applicazione dell'ordinanza cautelare emessa dal gip.
Secondo l'ipotesi accusatoria, le condotte contestate agli otto agenti integrerebbero i reati di falso in atto pubblico, di calunnia, di violenza privata e di arresto illegale. Come accaduto in altre vicende analoghe, il Comune valuterà se costituirsi parte civile nel processo penale quando l'indagine sarà terminata ed arriveranno le richieste definitive della Procura della Repubblica. Tale decisione verrà assunta tenuto anche conto che la costituzione di parte civile nel processo penale è finalizzata ad esercitare l'azione civile di danno nel processo penale e che la costituzione o la mancanza di costituzione di parte civile nel processo penale non limita in alcun modo la possibilità per l'ente di attivare un'azione civile volta ad ottenere il risarcimento del danno oppure anche di segnalare i fatti alla Corte dei Conti affinché si attivi la Procura regionale. Per prevenire il verificarsi di situazioni analoghe, il Comune approva ogni anno il piano per la prevenzione della corruzione in cui sono previste le misure di prevenzione".
La conclusione con una nota politica: "Il procedimento penale è solo agli inizi e che le valutazioni complessive e conclusive su questa vicenda dovrebbero essere trattate quando il procedimento penale sarà concluso. Credo che, per la forza politica che lei rappresenta e per il mestiere che fa, le consiglierei un po' più di attenzione e di accuratezza, perché il principio del garantismo va applicato sempre e comunque e non solo alle convenienze e nei casi di convenienza partitica".










