Indietro
menu
Ambiente Newsrimini Provincia

Inceneritore Raibano. Per sindaci deve valere principio di responsabilità

di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Lun 9 Dic 2013 15:03 ~ ultimo agg. 16 Mag 23:53
Tempo di lettura 4 min

Finché sarà in vigore il piano provinciale dei rifiuti (cioè per altri sei mesi) nell’inceneritore di Raibano non potranno essere bruciati rifiuti provenienti da fuori regione. Sono i termini di un parere tecnico raccolto dalla provincia, del quale anche Herambiente è stata informata.
Lo ha reso noto il presidente Vitali in una conferenza stampa congiunta insieme ai sindaci di Coriano, Domenica Spinelli, Riccione, Massimo Pironi, e Misano, Stefano Giannini.

Il passaggio di livello della struttura, come detto più volte, apre però degli interrogativi sul futuro. Quando a decidere sarà la Regione.
Per questo i tre comuni insieme alla provincia la scorsa settimana hanno incontrato a Bologna il sottosegretario alla presidenza Bertelli ricevendo alcune aperture: smantellamento della terza linea, conferma dei limiti quantitativi di incenerimento ma, soprattutto, l’impegno a bruciare solo rifiuti prodotti in Regione e il rispetto del principio di prossimità territoriale.
Aperture, per ora, solo verbali
“In quell’incontro – ricorda Domenica Spinelliho notato anche qualche atteggiamento arrogante da parte dei nostri interlocutori e quindi, visto che per natura non mi fido, mi auguro che presto i termini dell’intesa vengano messi nero su bianco.”

Non vogliamo essere penalizzati dall’irresponsabilità di altre realtà d’Italia prive di inceneritori, spiegano compatti gli amministratori prendendo di mira la linea del ministro Orlando (al quale è stato chiesto un incontro).
Per i territori deve valere il principio dell’autosufficienza, dicono.
Intanto l’11 è in programma un nuovo incontro al quale, per la provincia, parteciperanno i sindaci di Rimini, Misano e Coriano insieme agli altri primi cittadini dell’Emilia Romagna.
“Chiediamo di capire la tipologia e la provenienza del rifiuto – dice la Spinelli – fondamentale poi è mettere i paletti sul quantitativo di tonnellate.”
Sul tavolo anche le possibili conseguenze sulla salute. “In regione – prosegue il sindaco di Coriano – mi è stato detto che non posso dire che l’inceneritore inquina ma allo stesso modo ho chiesto loro di non dire il contrario. Questi dati vanno verificati con uno studio georeferenziato per verificare l’incidenza di malattie. Si tratta di studi costosi ma sia noi che la provincia li abbiamo portati in consiglio comunale. Quando avremo in mano i numeri potremo fare ragionamenti più seri”

. Le osservazioni del comune di Coriano

. Ammesso e non concesso che sia superabile il divieto di ingresso al termovalorizzatore di rifiuti provenienti da fuori ambito provinciale (previsto dal PPGR della Provincia di Rimini), preso atto delle intenzioni espresse da Herambiente a pagina 3 della “Comunicazione di modifica”, sembra che, esaurito il pieno soddisfacimento del fabbisogno provinciale di trattamento di rifiuti urbani indifferenziati, l’impianto si dedicherà, in via subordinata, al trattamento di rifiuti urbani indifferenziati provenienti dal restante bacino regionale. Questo rimette in discussione le premesse concettuali del provvedimento AIA di autorizzazione (si veda Allegato A), in cui si stimava un P.C.I. medio del rifiuto (urbani+speciali) pari a 2.500 Kcal./Kg., ed una collegata potenzialità massima autorizzata annua della quarta linea (l’unica funzionante) pari a 120.000 tonn. Il motivo per cui sarebbe utile rivedere le premesse, e quindi, l’intero provvedimento di autorizzazione, è dovuto al fatto che il P.C.I. del rifiuto urbano indifferenziato (qualora, senza speciali, fosse l’unico ad essere incenerito ed avendo perso carta e plastica nella raccolta) è molto più vicino a 2.000 Kcal./Kg. che a 2.500 Kcal./Kg., permettendo (fin dalle premesse) una capacità annua di incenerimento dei rifiuti più vicina alle 158.400 tonn./a. che alle attuali 120.000 tonn./a.
Da ciò potrebbe derivare un aumento di conferimento di rifiuti almeno pari al 25% ogni anno, con la conseguente proporzionale ricaduta delle emissioni, e quindi, la necessità di approfondire con maggior dettaglio e precisione, insieme ad ARPA e ad AUSL, anche gli effetti negativi sulla salubrità dell’aria ai sensi di quanto disposto dagli artt.216 e 217 del T.U. delle LL.SS.

. Sempre in riferimento ai rifiuti urbani indifferenziati provenienti da fuori Provincia, si ritiene necessario prevedere un sistema di campionamento ed omologa (alla partenza) che periodicamente permetta di certificare la compatibilità del rifiuto in arrivo con l’impianto ed i suoi presidi di contenimento degli impatti.

. Un altro elemento per niente affrontato nella documentazione presentata è l’incidenza sulla
mobilità, o meglio, sulla circolazione dei mezzi che conferiranno i rifiuti, in base alle diverse provenienze. Tali informazioni risultano determinanti considerato il fatto che, come in più occasioni specificato, le infrastrutture viarie nell’intorno dell’impianto non possono più sopportare il carico della circolazione attuale, e pertanto, ancor meno un aumento, benché minimo, di tale carico. In tal senso, di recente è pervenuta all’Amministrazione comunale una nota dei Carabinieri – Stazione di Coriano, che illustra la preoccupante situazione di pericolo in cui al momento versano le strade nell’intorno dell’impianto.

Newsrimini.it

(nella foto la conferenza stampa di questa mattina)

Altre notizie