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Inaugurato il Mia: trend e novità sul mondo dell’alimentazione fuori casa

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Sab 22 Feb 2003 13:30 ~ ultimo agg. 31 Mag 16:22
Tempo di lettura 3 min

Un’area espositiva di 45 mila metri quadrati suddivisa per occasioni di consumo:
‘prima colazione’, ‘aperitivo e fuori pasto’, ‘pranzo-cena’ e ‘pausa pranzo’; 700 aziende presenti fra ristorazione e distribuzione.
È il biglietto da visita del Mia, alla nuova Fiera di Rimini da oggi fino a mercoledì, la mostra dell’alimentazione dedicata al consumo alimentare fuori dalle mura di casa, un consumo che nel 2015 raggiungerà il 50% dei pasti.
Riflettori puntati sul mercato del biologico, in netta crescita (basti pensare che attualmente 150.000 bambini consumano quotidianamente a scuola menù biologici) e ampio spazio anche all’olio d’oliva con estrazione dal vivo dell’olio, degustazioni guidate e le illustrazioni degli chef di cucina.
Nel padiglione C3 invece il confronto fra le cucine regionali di Puglia ed Emilia Romagna con chef che realizzano ed illustrano le ricette di antica tradizione.
Tante le curiosità del Mia 2003: la pasta che cuoce in un minuto, speedy spit, il sistema per preparare 700 spiedini in un’ora; dal Marocco il carpaccio di piovra; i pop corn di pollo; la piadina verde, con gli spinaci nell’impasto; il budino da bere, la mela da passeggio già affettata.

I costumi alimentari degli italiani sono cambiati, e non si sa se in meglio o in peggio. AC Nielsen, contestualmente all’inaugurazione del Mia, ha presentato “La moltiplicazione dei tavoli e dei pasti” una ricerca sulle abitudini del pasto consumato fuori casa.

Il mercato della ristorazione extradomestica muove ormai ogni anno cifre da capogiro: 52 miliardi di euro e si prevede che nel 2015 si consumeranno fuori casa il 50% dei pasti della giornata.
Gli italiani vanno sempre più di fretta e ne sono un esempio i tempi di preparazione dei pasti: se nel 1970 ai fornelli si passava circa 1 ora, oggi non si superano i 18 minuti.
Un italiano su due sgranocchia volentieri qualcosa fuori dai pasti e il 44% dichiara di non aver tempo sufficiente per mangiare con tranquillità; il 70% della popolazione, alle 16.30, non ha idea di cosa mangerà per cena.
Il locale più amato dagli italiani è la pizzeria, seguita dal ristorante, mentre cala nelle preferenze la trattoria. La crescita dei fast food, dal 97 ad oggi passata dal 12% al 16%, ben rappresenta la frammentazione dei tempi e dei pasti, mentre nelle preferenze degli italiani sale anche il brunch, tipologia ibrida di pasto che unisce la colazione al pranzo.
Per un pubblico sempre più esigente e sempre più di corsa, il Mia 2003 mette in tavola tante novità: la pasta che cuoce in un minuto, speedy spit, il sistema per preparare 700 spiedini in un’ora; dal Marocco il carpaccio di piovra surgelato; i pop corn di pollo; la piadina verde, con gli spinaci nell’impasto; il budino da bere, e addirittura la mela da passeggio già affettata.

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