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'si esalta l'illegalità'

Il sindaco saluta l’ambulante che torna in Africa. Per Rufo Spina ‘inopportuno’

In foto: Mamadou ritira il Sigismondo per Erona
Mamadou ritira il Sigismondo per Erona
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 15 Dic 2023 12:05 ~ ultimo agg. 6 Giu 15:41
Tempo di lettura 3 min
“A Rimini tutti conosciamo Mamadou, un ‘gigante’ gentile e anche rassicurante a cui molti di noi sono affezionati. Mamadou è partito per il Senegal, suo Paese natale, per raggiungere la famiglia. Spero non sia un addio, ma un arrivederci, anche perché Rimini resterà sempre casa sua. A presto!”. Così in un post il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad saluta su Facebook il venditore ambulante senegalese, conosciuto da molti a Rimini, che è tornato nel suo paese. La foto postata è di quando nel 2018 Mamadou salì sul palco del teatro Galli come “delegato” dall’artista Eron per ricevere il Sigismondo d’Oro.
Il post del saluto del primo cittadino ha subito fatto il pieno di like (1.200 in 15 ore) ma c’è anche chi lo definisce politicamente inopportuno. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Carlo Rufo Spina, sempre tramite Facebook, parla di “esaltazione della cultura dell’illegalità” e scrive. “Personalmente rimango allibito e sconfortato, ma per niente stupito.
Sicuramente Mamadou – premette – è un’ottima persona, sempre gentile e garbato, volto noto tra chi frequenta i locali del centro storico, ma trovo avvilente e totalmente fuori luogo che un Sindaco prenda ad esempio chi ha fatto dell’abusivismo commerciale (perché di questo si tratta) e della correlata evasione fiscale totale la propria cifra di contributo al territorio riminese.
Se Mamadou è tornato al suo paese di origine insieme alla sua famiglia, posso pensare che lo ha fatto a causa dell’età ma anche della scarsa convenienza nel continuare con questa “attività”, perché forse i Riminesi, dopo tante campagne contro l’abusivismo commerciale, non accettano più di comprare articoli di tabaccheria o pelletteria in modo abusivo e illegale.
Quindi personalmente gli auguro sì di tornare a Rimini, ma di contribuire alla nostra collettività con un lavoro regolare, perché tutto ciò che sta al di fuori di questo si chiama illegalità (che peraltro rende impossibile qualsiasi vera integrazione, in cui forse Mamadou sperava) e questo un Sindaco, oltre che noi consiglieri, dovremmo tenerlo presente e ricordarlo sempre bene a tutti.
Aggiungo anche che un post come quello del sindaco è umanamente comprensibile e accettabile se fatto da un qualsiasi privato cittadino, ma non può essere fatto da un amministratore pubblico. La gravità è tutta qui. I pubblici amministratori devono promuovere la cultura della legalità e dell’integrazione attraverso la legalità, tutto il resto non è accettabile e rende il sindaco e il Pd fonte di grave imbarazzo di fronte al Prefetto, al Questore e al Comandante della Polizia Locale, oltre che di fronte a noi dell’opposizione e allo stesso Segretario comunale.
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