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la riflessione

Il risparmio defraudato

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Dom 1 Gen 2023 09:15 ~ ultimo agg. 6 Giu 10:10
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Pubblichiamo un contributo a firma di Carlo Alberto Pari su come i risparmiatori siano l’anello debole della attuale situazione finanziaria.


Cita l’articolo 47 della Costituzione : “ La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio, in tutte le sue forme ….” . L’inflazione ha traguardato percentualmente la doppia cifra, la BCE continua ad aumentare i tassi di riferimento, le banche si affrettano ad adeguare i tassi sui mutui, sui prestiti, sugli affidamenti vari, ma spesso, le giacenze sui conti correnti rimangono a remunerazione vicina allo zero.

Anni di politiche sconsiderate alla perenne ricerca del consenso, ci hanno portato un debito stratosferico, non lontano da 2.800 miliardi, siamo costantemente soggiogati dai mercati, ed inoltre, tra i Paesi più diseguali in assoluto. L’unica consistente positività è il risparmio degli italiani, in proporzione, tra i maggiori del Mondo, circa 5.000 miliardi, di cui oltre 1.600 depositati sui conti correnti.

Nel 1980 si è toccato il massimo valore medio dell’inflazione degli ultimi decenni, arrivata a circa il 21%, ma i titoli di Stato rendevano un interesse in linea, con uno Stato molto meno indebitato di oggi, ed un rapporto Debito/Pil di circa il 60%.

Eppure, il rendimento dei titoli di Stato di oggi è infinitamente più basso dell’inflazione, ma soprattutto, sono i tassi sulle giacenze dei conti correnti che, a differenza degli interessi sui prestiti, raramente sono stati adeguati agli aumenti del costo del denaro, ed in tanti casi, sono ancora a remunerazione vicina allo ZERO.

Ancora una volta, sono i risparmiatori a pagare il costo maggiore. Considerando i soli depositi sui conti correnti (circa 1600 miliardi), la perdita di valore reale dovuta all’inflazione (circa il 10%) , si può ipoteticamente quantificare in una cifra oscillante tra i 100 ed i 150 miliardi annui .

In estrema, ma esaustiva sintesi, l’Italia riceverà (probabilmente) dall’Europa circa 200 miliardi per il “Next Generation Eu”, la maggioranza a debito, con i quali si spera di realizzare grandi opere e cambiamenti. Contemporaneamente, i risparmiatori italiani che hanno depositi sui conti correnti con remunerazione insignificante, subiscono attualmente una perdita di valore reale dovuta all’inflazione, non lontana da ciò che è stato ottenuto per rilanciare il Paese.

Una profonda riflessione, che al momento appare assente, sia in ambito politico che economico, credo sia doverosa.

Carlo Alberto Pari già Docente Universitario in Diritto Bancario Giornalista – Referente di sede d’esami universitaria

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