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'ricaduti nel peggiore 900'

Il presidente del Tar Emilia Romagna: troppe liti, bisogna raffreddare conflitti

In foto: il TAR dell'Emilia Romagna
il TAR dell'Emilia Romagna
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Mar 24 Feb 2026 13:51 ~ ultimo agg. 14:01
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Troppe tensioni, radicalizzazioni e scontri. Occorre dunque "raffreddare i conflitti", da parte soprattutto di chi esercita funzioni pubbliche, chiamato a un "esercizio di realismo, pragmatismo e buon senso". È l'appello lanciato oggi dal presidente del Tar Emilia-Romagna, Paolo Carpentieri, inaugurando questa mattina l'anno giudiziario del tribunale amministrativo a Bologna.

"Il mio appello è alla moderazione- dice Carpentieri nel suo discorso introduttivo- al senso del limite, alla necessità di introdurre filtri, elementi di selezione, di raffreddamento dei conflitti". Secondo il presidente del Tar, del resto, "viviamo tempi difficili. Sembra che siamo ricaduti nel peggiore Novecento. Questo nuovo scenario, abbastanza sconcertante e fino a qualche anno fa del tutto impensabile, rende necessario un cambio di visione". "Siamo chiamati a un esercizio di realismo e di pragmatismo. Soprattutto noi che a vario titolo esercitiamo funzioni pubbliche. Siamo chiamati a un impegno quotidiano di raffreddamento delle tensioni e convulsioni che agitano una società sovreccitata, costretta in una rete di interconnessione mediatica globale sempre più stressante e ansiogena, in un mondo che sembra farsi sempre più piccolo, asfittico, claustrofobico".

 Il presidente del Tar sottolinea come "tensioni, tragedie, ingiustizie, crisi, tutti i problemi, ovunque essi accadano, ci vengono rovesciati quotidianamente addosso, amplificati, ed entrano nelle nostre vite come se accadessero nel cortile di casa nostra. E ogni fatto sembra imporci una presa di posizione pro o contro, in una logica binaria, manichea, nella quale il discorso pubblico tende subito a radicalizzarsi nello scontro tra opposti schieramenti, impegnati non già a comprendere i fatti e a tematizzarli in modo pacato e costruttivo, ma a delegittimare l'avversario, con il conseguente acuirsi dei conflitti sociali, che poi spesso si scaricano, impropriamente, nelle aule di giustizia". Tutto questo, continua Carpentieri, "provoca uno stato di continua mobilitazione sociale, che è il terreno di coltura ideale delle folle, delle masse, che sono la cosa più pericolosa e ingovernabile che l'uomo abbia inventato". Per questo, insiste il presidente del Tar, "dobbiamo sforzarci di non cadere mai in questa logica dicotomica di scontro continuo. È necessario praticare, ciascuno nel suo ruolo e secondo le proprie responsabilità, un realismo laico di buon senso. Quello che è necessario oggi, soprattutto nelle classi dirigenti, è dunque un sano pragmatismo, contro ogni estremismo". Secondo Carpentieri, a conti fatti, "in questa fase di gravi perturbazioni della sfera pubblica e di forti tensioni sociali, l'unico valore certo che può fare da guida al nostro lavoro quotidiano sia costituito dalla saggezza, intesa come equilibrio, ragionevolezza, moderazione e apertura al dialogo".

 L'invito del presidente del Tar dell'Emilia-Romagna è quindi a impegnarsi tutti "a fondo nella direzione di dare un contributo di giustizia fondato sulla saggezza, sull'equilibrio, sulla ragionevolezza, rifuggendo da irrigidimenti ideologici, nel segno di un sano realismo pragmatico capace di assicurare una buona amministrazione, che possa aiutare la società nel suo complesso a trovare nuova e maggiore armonia e un rinnovato equilibrio".

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