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una vicenda paradossale

Il mistero della pensione sparita. Giuseppina e l'importo netto € 0,00

In foto: Giuseppina e la cedola
Giuseppina e la cedola
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Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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“Importo netto: € 0,00”. Giuseppina Castiglioni, pensionata riminese ed ex commerciante, non voleva credere ai propri occhi leggendo il cedolino INPS di giugno. Ma la sorpresa è diventata beffa quando, negli uffici previdenziali, ha scoperto che l’azzeramento continuerà anche a luglio e agosto. Tre mesi senza un euro. La motivazione? Una generica nota che parla di un “debito irpef anno precedente”, mai notificato prima. Dalla sede INPS di Rimini traspare massima gentilezza, ma risposte zero: le decisioni partono da Roma e i sistemi informatici sono blindati.

Errore o corto circuito, la vicenda assume i contorni di un vero e proprio paradosso amministrativo. In Italia, infatti, non è lecito azzerare completamente una pensione, nemmeno di fronte a un debito fiscale o previdenziale. La legge tutela i pensionati attraverso il principio del “minimo vitale”.

Con una pensione minima maturata gestendo un negozio di alimentari a Miramare negli anni Novanta, per fortuna Giuseppina ha chi le può dare una mano. "Ho i miei figli che possono aiutarmi", spiega Giuseppina, "ma tre mesi così sono impossibili da superare. Chiedo solo che mi si informi correttamente e che si agisca nei modi previsti dalla legge".

 

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